Brescia – Napoli (Lezione 34), un po’ onda, un po’ particella, un po’ coronavirus

Preambolo. In Fisica si parla spesso di dualismo onda-particella, in riferimento alla doppia natura sia della materia e sia delle onde elettromagnetiche. In fatti, alcuni esperimenti mettono in evidenza la natura corpuscolare, come l’effetto fotoelettrico per il fotone (particella che costituisce la luce), ma la luce mette in evidenza anche una diversa natura, questa volta descritta da onde, attraverso fenomeni di diffrazione e interferenza (è famoso l’esperimento della doppia fenditura). E’ duale come Harvey Dent di Batman, e anche come il Napoli.

Copertina_Brescia-NapoliLa Partita. Il Napoli è in chiara ripresa, ma non abbandona la sua veste quantistica, entropica, caotica. E lo dimostra anche con una squadra di scarso valore tecnico, come il Brescia. Eppure la gestione palla e il gioco della prima frazione del primo tempo mi piacciono, scorgo sicurezza, la voglia di giocare, il solito inizio gioco dalle retrovie. Ma il Napoli resta inconcludente. Gli azzurri giocano e il Brescia passa in vantaggio, grazie all’unica occasione del primo tempo. Manolas si fa anticipare da Chancellor di testa. Segnano gli azzuri, ma sono quelli del Brescia. Dopo il gol il Napoli si eclissa, si spegne. Il Napoli è un po’ onda, è inconsistente come un’onda delocalizzata. Ma fortunatamente c’è chi si fa sentire negli spogliatoi, torna in campo un Napoli diverso, più deciso. Sblocca col rigore di Insigne e raddoppia con il solito Fabian, che si ricorda che ha un calcio prelibato, e ci delizia con un altro tiro a giro. Nel finale il Brescia ci prova, il Napoli rischia, ma è tutto inutile. Il Napoli  è un po’ particella, più preciso, più definibile, più localizzato.

Conclusioni. E’ la sesta vittoria nelle ultime sette gare giocare. Non sarà perfetto, ma il Napoli è guarito e sta risalendo la china. Si prepara per l’impegno impossibile con il Barcellona, col suo dualismo onda-particella. Nel frattempo, mentre il Napoli decide se essere onda o particella, sugli spalti disquisiscono anche di coronavirus, la versione moderna del colera. Lo fanno gli eminenti scienziati sugli spalti del Rigamonti, che diagnosticano agli azzurri il dannato virus cinese. E fortunatamente, sono idiozie da spalti, che con la Fisica del Napoli, onde, particelle e veri scienziati hanno poco a che fare.

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