Napoli – Torino (Capitolo 33), Geppetto, Pinocchio e la Fata Turchina

Geppetto, Pinocchio e la Fata Turchina, conoscerete tutti la storia di Pinocchio, la famosissima opera di Collodi. La storia racconta di un falegname di nome Geppetto che scolpisce un pezzo di legno per costruire un burattino. Lo chiamerà Pinocchio. Ciò che ha creato non è un semplice burattino,  ma ha qualcosa di speciale, presto si animerà, inizierà a parlare e a muoversi.  Geppetto lo considererà come un figlio. Pinocchio è un buono, ma anche un birbante, troppo, e si farà trascinare in azioni cattive dalle brutte compagnie. La storia di Pinocchio scorrerà attraverso infinite vicissitudini e incontri non sempre costruttivi.

Nap-Tor-83Questo Napoli, il Napoli delle ultime settimane, ed in particolare quello che ospita il Torino, ci ricorda la storia di Geppetto e Pinocchio. Geppetto, il falegname, il costruttore, l’ideatore, l’allenatore ce l’ha messa tutta, ha insegnato al suo ragazzo le buone maniere, e i dettami tattici e tecnici. Infatti, il Napoli è l’unico protagonista della partita. Sulla falsa riga della sonnolente partita di Coppa (Capitolo 32), il Napoli dimostra di poter vincere senza estremi patemi d’animo, anche se il Torino è altra cosa rispetto agli elvetici. Geppetto ama la sua creatura, se ne prende cura, e infatti Pinocchio tenta di combattere contro la sua immaturità, vuole essere un bravo bambino, perché lo ha promesso alla Fata dai capelli turchini. Il Napoli fa quasi tutto bene, gestisce la palla, si propone, arriva fino alla porta, anche con interessanti azioni corali, ma poi si perde in un bicchiere d’acqua. Non è il Napoli scolorito visto contro la Viola (Capitolo 31), ma nemmeno quello performante che ha travolto la Sampdoria (Capitolo 30), è un Napoli al quale manca quel quid per vincere. Come Pinocchio si fa trascinare dal Gatto e la Volpe, così gli attaccanti del Napoli si fanno portar via dalla giusta via, sono ritardatari ed imprecisi. Se poi ci aggiungiamo che nemmeno il miglior amico, Lucignolo, il nostro Lorenzo, sfruttando il suo piedino, non può andare oltre un palo, allora Pinocchio rimarrà sempre un burattino. E le contingenze non lo aiutano. La partita non si sbloccherà in nessun modo, addirittura il Napoli rischierà di soccombere. Il racconto di Napoli – Torino è una storia di immaturità, la storia di un legno che testimonia una carica di sfortuna e imprecisione ormai cronica. E ciò diventa un pesante fardello se si considera che il Napoli è la squadra che ha preso più legni, 18, nei 5 migliori campionati europei. E’ un record beffardo che testimonia la scarsa precisione azzurra, nonostante il Napoli produca gioco e arrivi, con il Torino, a tirare 26 volte in porta, con ben 9 conclusioni al’interno dei pali. Distratti dalle contingenze, dalle debolezze, portati verso l’errore, proprio come Pinocchio. Ma il burattino in fondo è buono, e nella sua vita crescerà, imparerà a non dire più bugie, imparerà dagli errori, ascolterà i consigli del Grillo parlante. Il burattino cresce, matura, alla fine del suo percorso riuscirà a mantenere le promesse. E la Fata Turchina lo premierà, gli donerà il più bel regalo. Esaudirà il suo desiderio, quello di diventare un bambino in carne ed ossa, smettere di essere un pezzo di legno, essere reale, svegliandosi dal sonno Zurighese, e trasformando il sogno in realtà. Chissà se un giorno anche noi diventeremo realtà.

Anche su Il Mediano Sport.

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