Napoli – Paris Saint Germain (Capitolo 15), guerra fredda e guerra calda

Il Napoli sorprende ancora, ancora nella notte Champions, ancora con i francesi del Paris Saint Germain. E le parole che appaiono tra i miei pensieri sono controllo e sicurezza. Controllo e sicurezza, il Napoli parte da quel controllo dello status quo, dell’equilibrio raggiunto, con quella tensione flebile ma incessante tipica della guerra fredda, il Napoli sa gestire la partita, si fa guidare e sa riprendere a guidarla, sicuro di se stesso, sicuro nella gestione e nell’assalto.

Nap-Psg-68dIl primo tempo è una guerra di nervi, contro avversari che qualitativamente possono quello che vogliono, contro un Neymar inarrestabile. Il Napoli resiste, si propone, è in pieno controllo della partita, nonostante i rischi palesi. E’ una guerra fredda che viene però interrotta proprio allo scadere del primo tempo, addirittura oltre i minuti concessi. E’ un momento di debolezza, che costa uno svantaggio duro da digerire, inaspettato e immeritato. Ma nonostante questo passo falso, questo momento da coltello nel burro, già dopo la prima frazione non si può che complimentarsi con questo Napoli. Non si può non ammirare le diagonali di Mario Rui, i dribbling di Maksimovic, l’autorevolezza di Ospina, giusto per nominare dei personaggi di secondo piano, spesso criticati, che interpretano al meglio il proprio ruolo.  Questo pugno nello stomaco, questo attacco oltre le linee nemiche, questo raid a Pearl Harbor non ammazza gli azzurri, anzi, è il modo di trasformare l’equilibrio in una guerra, una guerra vera e propria, una guerra calda. La prima mezzora del secondo tempo è un assalto all’arma bianca, c’è solo il Napoli, che morde le gambe degli avversari, il pressing è asfissiante, le azioni fioccano, Buffon si supera, il Napoli cura tutti i particolari. Callejon è per sua natura uno che cura i particolari, lo spanish sniper è sempre pronto per attaccare uno spazio, si infila nello spazio giusto, si procura un bel rigore. Insigne lo va a calciare, nonostante i tifosi avversari, appostati come dei cecchini, cerchino di disturbarlo con un laser. Il rigore è perfetto, a pochi centimetri dal palo, e potente. Buffon non può nulla, contro la cura dei particolari azzurri. Il resto della partita va in gestione, ritorna la guerra fredda, il Napoli sembra leggermente stanco, ma la porta a termine. Che partita, che risultato.

Il Napoli è sicuro, solido, gestisce e offende senza colpo ferire. Il nuovo Napoli gareggia alla pari contro squadre di blasone maggiore, con qualità superiori, senza paura, con i suoi mezzi, e oltre i suoi limiti. E’ un altro pareggio, che ancora vale più di mille parole (Capitolo 13), che è vestito da vittoria (Capitolo 12). Il Napoli è primo nel girone Champions, risultato insperato all’inizio della competizione. Il primato arriva in una notte che vede gli azzurri assistiti dalla buona sorte. La Dea Bendata mette la benda sugli occhi dell’arbitro, che giudica a nostro favore un paio di interventi veramente dubbi. Ma è un dettaglio, quello che conta è che Ancelotti ha insegnato quella sicurezza che il Napoli non aveva, e che forse non sapeva di poter avere. Controllo e sicurezza, guerra fredda e guerra calda. Con un occhio ai prossimi due impegni, decisivi, in un girone equilibrato come una guerra fredda, ma che può smuoversi con la guerra calda, quella che sa di poter fare il Napoli.

 

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2 risposte a Napoli – Paris Saint Germain (Capitolo 15), guerra fredda e guerra calda

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