Juventus – Napoli (Capitolo 8), sliding doors

A Torino per Juve – Napoli, per la prova del 9, con l’unico avversario capace di misurare le forze azzurre, contro i 7 scudetti di fila e re Cristiano. Ancelotti è sicuro di sé e dei suoi, e manda in campo l’oramai ovvio 4-4-2, e questa volta mette tra gli 11 quelli che tutti considereremmo i titolarissimi. La partita vede propendere la bilancia del merito dalla parte della Juve, che vince e va rispettata, nonostante qualche polemica sulle decisioni di Banti, con responsabilità azzurre su gol subiti e non segnati. E alla fine la partita si decide su episodi, che fanno propendere lo sguardo della Dea Eupalla da un lato o dall’altro. La partita la decidono gli errori, sliding doors, una montagna russa di emozioni, di errori e decisioni sbagliate o corrette. Il Capitolo 8 del nostro libro galleggia tra il favore di Dio e la compagnia molesta del diavolo.

Juv-Nap-53Pronti, partenza e il Napoli domina per i primi 20 minuti. Sono lontani gli inizi dannati delle prime di campionato. La partita con la Fiorentina (Capitolo 4) segnò l’evoluzione dei primi tempi azzurri, che sono stati sempre degni di nota (o quasi). E’ delizioso il gol del vantaggio azzurro, il Napoli indirizza il passaggio avversario con il pressing, la palla è preda di Allan che, di forza, avanza, lo spanish sniper Callejon è preciso, millimetrico come sempre, e Mertens pronto a porta sguarnita. La Juve ci capisce veramente poco. Ma la Juve è una Vecchia Signora esperta e cattiva, e inizia subito a mettere paura agli azzurri, guidata da un Cristiano Ronaldo che è altra pasta. E’ un’altra pasta, soprattutto se il suo marcatore è Hysaj, l’azzurro ha paura e si vede, regala il cross al pluridecorato avversario, che la mette in mezzo per la testa di Mandzukic. Sliding doors. E’ gol, e anche in mezzo all’area i nostri non sono decisi. Il Napoli rischia, si difende, e dovrà capire come risvoltare questa partita per portarla a casa. Ma non riesce a riprendersi la partita che aveva guidato egregiamente nei primi minuti, Ronaldo scaglia un bolide che rimpalla sul palo e trova solo Mandzukic per il raddoppio. Sliding doors. Decisioni corrette e decisioni sbagliate. Mario Rui si fa assegnare un secondo giallo per un intervento irruente, Banti alza il cartellino, l’azzurro è espulso, i compagni restano in 10. Ma ecco che il Napoli dimostra di avere la testa giusta, non si arrende, si rimodula e va avanti. Attacca e la Juve si difende. La Juve non è la Juve, non la chiude, sembra essere lei la squadra impaurita, è timida. Gli azzurri creano con una verticalizzazione centrale, Callejon ha l’opportunità del pareggio, ma prende due decisioni sbagliate, prima non tira e se la mette sul sinistro e poi sembra incrociarla, invece di alzarla. Sliding doors, qui finisce la partita azzurra, il terzo gol juventino arriva da corner, i nostri sono immobili in area, Bonucci incorna e si sciacqua la bocca.

Finisce 3 – 1 allo Juventus Stadium, qualcuno recrimina per alcune decisioni. L’arbitro è un po’ insensibile e superficiale, Buffon lo avrebbe chiamato insensibile, per Ancelotti è superficiale. E’ difficile giudicare l’intera condotta di un arbitro, ma ci aspettiamo decisioni simili in futuro per interventi simili a quelli di Mario Rui. In qualunque modo vengano considerate queste decisioni arbitrali, il Napoli deve pensare ai propri meriti e ai propri demeriti. La Juve dimostra di essere più forte del Napoli, nonostante circostanze diverse, decisioni diverse, un attenzione diversa, avrebbero potuto portare gli azzurri ad un risultato migliore, sliding doors. Sono soddisfatto di questo Napoli, che sa sempre di più dove migliorarsi. Il Napoli di Ancelotti è gran cosa, sarà gran cosa, quando e se si farà, quando gli azzurri capiranno ancora di più cosa possono fare. Mettiamo nel cassetto Sarri, lo ricordiamo e lo ricorderemo con piacere, ma ora basta inutili e infantili polemiche tra isti da un lato o dall’altro (permettetemi l’uso del suffisso isti come una parola con un significato finito). La nuova idea è insita nel gioco azzurro, ma non si può pretendere che questo Napoli sia allo stesso livello della Juve o superiore, vincendo come solo pochi mesi fa ha fatto. L’evoluzione lenta e rivoluzionaria è sulla buona strada (mattone dopo mattone), il Napoli non vincerà lo scudetto, ma è un gran Napoli, lungo la strada del gioco migliore, lungo la strada della mentalità migliore, che solo Ancelotti può inculcare a questi ragazzi. Chiaramente il puzzle non ha tasselli tutti dello stesso livello, e in campo si vede, ma il gruppo può superare questi limiti, per costruire decisioni di gioco migliori nei singoli, portare il giusto movimento al momento giusto, non arrendersi mai, ancora meglio di quanto già fatto a Torino, per essere padroni del nostro destino, per decidere al meglio tra il paradiso e l’inferno, sliding doors.

Anche su Il Mediano Sport.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in La Partita e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a Juventus – Napoli (Capitolo 8), sliding doors

  1. Pingback: Napoli – Liverpool (Capitolo 9), sia fatta la tua volontà | La mia sul Napoli

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...