Torino – Napoli (Capitolo 6) e i mattoncini LEGO

Tor-Nap-29bIl Napoli è un cantiere in costruzione, evolve giorno dopo giorno, è una squadra diversa da quella che esordì contro la Lazio. Tanto è cambiato da quel Lazio – Napoli, che profumava tanto di passato e che aveva richiamato alla mente una frase de Il Gattopardo, che avevo usato per descrivere l’evoluzione lenta e silenziosa di Ancelotti. Questa evoluzione è passata da successi sicuri e cinici, risurrezioni (Capito 2), sconfitte inaspettate (Capitolo 3), e ancora la vittoria con la Viola (Capitolo 4) e il troppo criticato pareggio con la Stella Rossa (Capitolo 5). Il filo comune di questa storia è il cambiamento senza scossoni, lento, ma inesorabile. E in questo Capitolo aggiungiamo nuovi concetti, il mister aggiunge altri mattoncini al LEGO azzurro, facendo emergere sempre più una propria identità.

Con il Torino dell’ex Mazzarri, Ancelotti dimostra di portare avanti le sue idee, con coraggio, per traghettare gli azzurri verso una nuova era. In campo, lancia dal primo minuto Luperto, Rog in mediana e Verdi sulla fascia sinistra. E’ ancora 4-4-2, Hamsik in mediana, e bene, a dirigere e non solo, la solita difesa sicura, e l’attacco spumeggiante, che si esalta grazie ad un Insigne ispirato. Il modulo è lo stesso, ma questo Napoli non si manifesta uguale a se stesso, è come una costruzione LEGO assemblabile in modi diversi. Il mister non ha paura del turnover, non ha paura di rischiare giocatori che non hanno il giusto minutaggio, e loro ricambiano la fiducia (nonostante alcune incertezze). Non c’è storia. Nella prima frazione si vede il miglior Napoli dei primi tempi di questa stagione. Dopo 20 minuti è già in vantaggio di 2 reti. Prima Insigne sfrutta un errore della retroguardia Torinista. Poi ci pensano Verdi e Mertens ad esaltare gli azzurri. Lo aspettavamo, scalpitava dalla panchina, trova un gran gol. Il nuovo acquisto azzurro occupa la fascia sinistra, ma ha libertà di svariare, si gira e scappa, e triangola sul lungo con Mertens, e segna il suo primo gol ufficiale in azzurro. Il Napoli soffrirà seriamente solo nei primi minuti del secondo tempo, quando Luperto regala un calcio di rigore, che segna Belotti. Ma il momento di sbandamento è colpa di un mattoncino non messo al posto giusto, e il Napoli ritorna in possesso della partita, entrano Zielinski, Allan e Maksimovic, e i giochi sono chiusi con il secondo gol di Insigne, 4 reti in campionato per lui.

Il Napoli in formato 4-4-2 sta lentamente raggiungendo i suoi equilibri e una sua propria identità. E’ come una costruzione LEGO, e l’architetto, Ancelotti, aggiunge un mattoncino alla volta, e ne toglie altri. Ed il Napoli di Torino è il più bello visto fino ad ora, perché non si è limitato a giocare, ma a giocare bene, non è interessato al possesso palla forsennato (col Torino è solo 52% a favore degli azzurri), e può anche difendersi per poi ripartire, è chiaramente sempre verticale, e lascia libertà di possesso palla ai giocatori. Che bel Napoli, l’azione del gol è da manuale del calcio: gioco individuale, scambi lunghi, inserimenti, posizione, qualità. Come giocare con i mattoncini LEGO, aggiungiamo pezzo su pezzo, e la costruzione è sempre più bella, speriamo di costruirne una altissima.

Anche su Il Mediano Sport.

 

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4 risposte a Torino – Napoli (Capitolo 6) e i mattoncini LEGO

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