Juventus – Napoli, un’impossibile realtà

La partita decisiva, nel calderone torinese, contro l’uomo nero, contro l’uomo bianco(nero), è arrivato il momento, dopo una stagione all’acqua pazza, salite e discese, alti e bassi, passi falsi e grandi imprese. In un istante si decide il futuro, in una stagione si costruiscono i presupposti per quel futuro, un pugno in faccia o un sorriso, un pianto o un’esultanza. Questo Napoli è un’emozione mai vista. Questo Napoli è un’anima arrembante e irrazionale, è un Napoli che è partito dalla sua dottrina illuminista, fatta di tattica, sincronismi e rigorosa applicazione. Ed ha raggiunto uno stato romantico di genio e sregolatezza, razionale quanto basta, senza dimenticare chi è, col palleggio, un tocco e via, gli spazi, il lato debole, di piede e di testa, e indeterminato come una funzione d’onda quantistica. Le ultime partite ci hanno dipinto un quadro cubista del Napoli, nel quale ha perso quella sua innata simmetria, per lasciare spazio all’incertezza delle forme, alle cadute e all’enorme cuore per rialzarsi da quelle cadute. Il Napoli è divenuto un’impossibile realtà. Il Napoli che si accinge ad affrontare il suo uomo bianco(nero) è tutto questo, sicuro a tratti delle sue doti, sulla via di una nuova dimensione. Ma serve la prova del nove, per dimostrare che il suo percorso è compiuto, una vittoria può dirci chi è il Napoli. Vogliamo un Napoli conscio di sé e arrembante, impavido, senza pudore, con il coraggio degli eroi, con la fierezza di una statua greca, con la forza di una tigre ruggente, che non vuole più restare in gabbia. Durante la partita d’andata gli azzurri hanno avuto paura, e l’hanno pagata. Non si dovrà ripetere lo stesso atteggiamento.

Juv-Nap-84E così è, il Napoli guida e non ha paura, lo vedi dai primi passaggi, il giro palla è fluido, gli inserimenti pure, ma il gol non arriva. La Juve si difende e parte in contropiede, cercherà il possesso in poche occasioni. Una punizione di Pjanic viene deviata e il palo salva gli azzurri, ma gli uomini di Sarri, già dopo il primo tempo, avrebbero meritato di più. Lode a voi ragazzi, finalmente coraggiosi allo Juventus Stadium, non conta come finirà, a voi il rispetto dei tifosi, già ora. Il risulto non si blocca, eppure il Napoli ha quasi sempre il pallino del gioco, si avvicendano gli uomini di Sarri, e anche Allegri tenta di dare una smossa alla sua squadra, Dybala va fuori, e Higuain è un fantasma. Sembra che la partita non si sblocchi, gli uomini di Sarri si schiantano sull’uomo bianco(nero). Sembra che finisca così, o può darsi che finisca come sempre, ritorna alla mente il gol di Zaza, o la prestazione dell’andata. Sembra finita, anche se gli azzurri sono padroni, anche i rimpalli sembrano sorridere agli azzurri. E’ un pareggio tanto inutile agli azzurri quanto manna dal cielo per la Vecchia Signora. Agli azzurri serve un aiuto dal cielo (più consistente della manna). Ma i santi vivono anche sulla Terra. E’ il momento dell’angelo nero, l’uomo nero per i bianconeri, che vola come un demone vendidatore per scaraventare in rete la palla dello Spanish Sniper Callejon. Lo spagnolo calcia magistralmente il pallone, il Napoli è disposto in diagonale, lo schema punta a creare spazi in mezzo all’area, Koulibaly ci si butta e salta laddove nessun uomo è mai giunto prima (per ricordare le parole del capitano Kirk in Star Trek). E’ la specialità azzurra, è il calcio d’angolo, sono 11 i gol in campionato da corner (almeno secondo i siti di statistica) e la percentuale di conversione dei corner calciati è seconda solo a quella dei bianconeri.

E’ un’esplosione di gioia, il pianto, quello di felicità, è l’unica reazione possibile, per l’impresa, l’insperata impresa, un’impossibile realtà, resa possibile da una squadra che meriterebbe già ora quel tricolore. Il Napoli ha dimostrato il suo valore, e forse qualche Juventino ne ha già preso coscienza. Il Napoli esulta, i milioni di napoletani nel mondo esultano, esultano a Capodichino, esultano per le vie di Napoli, e il tutto diventa una pirotecnica festa per un successo impossibile, diventato reale.

Ma non è finita, questo è solo una gioia momentanea, è una conquista che non assegna nulla, che non decide nulla, alimenta solo nuove e più forti speranze. Mancano 4 giornate, alla Juve toccheranno gli impegni più ardui. L’obiettivo è la vittoria. L’obiettivo è il sogno, un’impossibile realtà, impossibile per la storia, per il divario economico, quasi realtà per il valore di questa squadra, per il valore di questa società. Se diventerà reale, la più reale e concreta vittoria, il Napoli scriverà la sua storia, la storia del calcio Italiano, distruggendo il suo uomo (bianco)nero, distruggendo i propri mostri. E’ un’impossibile realtà, a voi e a noi toccherà dimostrare che potrà essere una possibile realtà, la più bella realtà.

Anche su Il Mediano Sport.

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