Sassuolo – Napoli, un mese infernale in un’annata in paradiso

Finisce marzo e diminuiscono considerabilmente le speranze del Napoli di vincere il campionato. Il Sassuolo è solo l’ultimo incubo di un mese che ha visto il Napoli in serie difficoltà, forse più mentali che fisiche, ma con alcuni uomini che sono arrivati in condizioni fisiche certamente non ottimali.

Napoli – Roma. Con la Roma è arrivata la prima batosta, il Napoli non perdeva in campionato da dicembre, dalla sconfitta con la Juventus. Il Napoli passa anche in vantaggio, ma capitola per 2 – 4. E’ stata una partita strana, il Napoli domina per occasioni e possesso palla, la Roma converte efficacemente il minor numero di occasioni, aiutata da una buona dose di fortuna.

Inter – Napoli. Contro Spalletti è sempre dura. Il Napoli domina anche questa partita con l’Inter, ma è meno efficace, arriva meno nei pressi della porta avversaria, Spalletti è bravo a distruggere, costruisce poco, e il Napoli torna a casa con un pareggio, in fondo è un punto, meglio di una sconfitta.

Napoli – Genoa e SPAL – Juventus. La Juve, nel frattempo, le vince tutte, e si porta a 4 punti di vantaggio. Sembra che sia ormai svanito il sogno, ma il Napoli riesce a fare sua la partita con il Genoa, con un colpo di testa di Albiol, da calcio d’angolo, mentre, inaspettatamente, la Juve si fa fermare sul pareggio dalla SPAL. Ancora una partita dominata dagli azzurri, ma c’è qualche cosa che non va nell’ultimo passaggio, bene in costruzione, poi tutto si blocca quando bisogna metterla dentro.

Sas-Nap-91-esul-callejonSassuolo – Napoli. E questo male dell’inconcludenza si rimanifesta anche con il Sassuolo. E’ finita la pausa delle nazionali e si ritorna al campionato. Si inizia con un gol annullato per fuorigioco di Callejon, e poi Insigne, tutto solo, centra la gamba di Consigli. Poi arriva il vantaggio neroverde con un gol rocambolesco: punizione dalla trequarti, prima il palo e poi la palla viene rimessa dentro da Politano, Reina non ha colpe. Lenti i nostri nella marcatura. Il Napoli riprende, ci prova, ancora Insigne, da solo davanti al portiere, palla fuori. Ma non è ancora finita la storia d’odio di Lorenzo col gol. Allan gli regala una palla ghiotta, ancora davanti al portiere, ma se la fa parare, ancora. Svantaggio immeritato, il Napoli non può che rientrare con la giusta grinta. E invece, rientra una copia ancora più sbiadita del Napoli che i tifosi hanno imparato ad amare. Subisce gli avversari, ma si ridesta con sprazzi di gioco, riagguanta il pareggio con uno dei migliori in campo, Callejon, che si fa trovare pronto sul lato debole, sul cross di Mario Rui. Negli ultimi minuti si registra una traversa di Milik, e nulla più. E’ stato un pareggio con un modesto Sassuolo. Abbiamo visto un Napoli sprecone nel primo tempo e troppo svogliato nel secondo. Troppi uomini erano non altezza, Insigne troppo impreciso, Allan è sembrato più tonico delle ultime prestazioni, ma non è il solito motore inarrestabile. E lo stesso Mertens è stato veramente poco incisivo. Il campo non ha aiutato, gli sforzi con le nazionali non hanno aiutato gli azzurri, troppi errori, troppi scivoloni che avrebbero potuto arrecare maggiori danni, troppe indecisioni, troppo insicuri davanti alla porta. Sono solo due le note positive della serata, il record assoluto di Hamsik per presenze in campionato col Napoli e un’imbattibilità esterna che dura da 18 mesi.

Finisce un mese infernale in un’annata in paradiso. Il Napoli insegue la Juventus a 4 punti. Non è finita, ma quasi. Sarà cruciale capire lo stato mentale degli azzurri, si sono persi o sono ancora consci di se stessi? Aprile porterà nuova linfa fisica e mentale per questo scorcio di campionato, almeno lo spero. Il Napoli non è più il Napoli, mentre i bianconeri sono sempre se stessi: brutti (perché diciamocela tutta, vincono anche non meritando e giocando male), ma sono cattivi e cinici, e questo sta mancando al Napoli di questa primavera. Il Napoli ha abbandonato le coppe, concentrandosi sul campionato, sono ancora convinto che sia stata la scelta migliore, ma nei fatti il Napoli è venuto meno nelle convinzioni e in alcuni uomini, che avrebbero dovuto dare quell’apporto che è mancato nel momento del bisogno. Non credo nemmeno che ci sia stata una ricaduta psicologica per il mancato mercato di gennaio (come qualcuno sostiene). A febbraio il Napoli ha giocato e ha vinto. La situazione non è piacevole, perché il campo non sorride al Napoli, che comunque costruisce il suo gioco. Ma la sfortuna, una certa imprecisione anche in fase di costruzione e una scarsa vena realizzativa hanno penalizzato i risultati.

Lo scudetto è in questo momento ancora più un sogno, ma gli azzurri non dovranno mollare, per sfruttare queste ultime speranze residue, sperando di contare su un ricambio in più, anche per scorci di partita (Milik), sperando in qualche passo falso avversario (Inter e Roma possono essere scogli duri per la Juve), sperando di ritrovare il cuore di Allan, la freddezza di quelli in avanti e l’equilibrio in difesa del miglior Napoli. Finisce un mese infernale in un’annata in paradiso, ma ora, rimandiamo Lucifero all’Inferno.

Anche su Il Mediano Sport.

 

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