Mertens e i numeri che mutano per esigenza

Mertens, come Taz, il diavoletto della Tasmania, è una scheggia impazzita, un uragano tra i difensori avversari. Il belga ha elevate capacità tecniche, eccelle nel dribbling e non ha mai disdegnato prodezze balistiche. La sua forza è il dribbling dal bordo sinistro del campo, dal quale si accentra per arrivare al tiro, oppure servire un assist ad un compagno piazzato in area. Dribbling e assist sono il suo verbo, e pur giocando defilato nell’attacco a 3 di Sarri o nel 4-2-3-1 di Benitez, nelle sue 3 precedenti stagioni raggiunge la doppia cifra in termini di gol. Ma quest’anno la sorte ha voluto che Sarri si ingegnasse per sostituire l’infortunato Milik. Il tecnico azzurro ha trovato in Mertens la risposta alla mancanza di un attaccante di peso, rivoluzionando ancora una volta il gioco del Napoli, prediligendo il gioco palla a terra, o con i soliti inserimenti oltre i difensori avversari. Il gioco aereo non era più praticabile, quindi ha cercato nelle qualità dei 3 piccoletti (Mertens, Insigne e Callejon) la possibilità per  arrivare al gol quanto e meglio della passata stagione. Nonostante le difficoltà (non sempre ha potuto esprimere le sue qualità), Mertens ha dimostrato di poter essere il terminale offensivo azzurro, a modo suo. E nelle ultime 3 partite ha sublimato il suo stato di forma con ben 8 reti. Nell’ultima partita con il Torino è entrato nella storia azzurra. Insieme a Jeppson, Vinicio e Savoldi è l’unico azzurro ad aver segnato 4 reti in una partita di campionato. Ed in questo momento ha segnato già 14 reti, superandosi, facendo già meglio delle passate stagioni.

Giocando al centro dell’attacco azzurro e per chiare indicazioni tattiche, giocando anche spalle alla porta, ha dovuto cambiare il suo modo di giocare. Ha dovuto ridurre il numero di dribbling per gara, riporto questo dato nella tabella alla fine del pezzo, dove si nota come il numero di dribbling sia diminuito se si considerano i minuti giocati (le statistiche in tabella sono state estratte da WhoScored and includono solo le partite di campionato e delle coppe europee). E lo stesso vale per gli assist. Mentre, le statistiche dei gol sono migliorate. Ha segnato 1 gol ogni 221 minuti nella sua prima stagione, 1 ogni 262 minuti nella seconda, poi si migliora durante la prima stagione di Sarri, 1 gol ogni 150 minuti. In questo momento, ha segnato 1 gol ogni 93 minuti giocati. E’ chiaro come la diversa posizione in campo lo abbia portato a queste statistiche, i suoi numeri mutano per esigenza. Va dato merito al belga per essersi fatto trovare pronto ed aver preso questo treno. Va dato merito a Mertens per averci deliziati con prestazioni deliziose e con delle perle balistiche inimitabili (rivedi qui sotto il quarto gol con il Torino).

mertens_storico

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2 risposte a Mertens e i numeri che mutano per esigenza

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