Atalanta – Napoli e l’analisi tattica della partita e delle parole di Sarri

Tattica, statistiche e video

snapshot_ata_napIl Napoli arriva dall’importante vittoria in Champions League, e si appresta a completare un ciclo intenso di partite, per poi fermarsi per la pausa delle nazionali. Il ciclo termina con una prestazione scialba. Gli azzurri di Sarri escono sconfitti per 1 – 0 dalla partita di Bergamo, perché incontrano una squadra che va a mille, motivata e schierata in campo egregiamente da Gasperini.

La difesa a uomo. Seguendo le orme del Genoa, anche l’Atalanta cerca di bloccare il gioco azzurro, pianificando delle marcature sui portatori di palla. Ad inizio azione i due attaccanti vanno sui due centrali di difesa azzurri e anche i centrocampisti vengono seguiti ad uomo. Chiudendo la parte centrale, Gasparini sceglie di lasciare libertà ai terzini azzurri, per poi cercare di bloccarli nella propria metà campo. Ghoulam, in particolar modo, avrà molta libertà.

Sarri si aspetta questo approccio avversario e lo confermerà in conferenza stampa. Risponderà ad una domanda sull’utilità della fisicità (direi dinamismo) di Allan al posto di Jorginho e Hamsik in una partita come quella di Bergamo. Sarri dichiarerà che nel momento in cui gli avversari fossero venuti a marcare uomo contro uomo, scalando le marcature sul vertice basso degli azzurri, si sarebbe potuto liberare un uomo tra linee. E Hamsik è il miglior interprete azzurro nei movimenti e nelle ripartenze tra le linee. Nonostante qualche occasione, gli azzurri non riusciranno ad arrivare a rete e subiranno il gol degli avversari, attenti a sfruttare le poche occasioni concesse.

Azione studiata ma anche fortunata. Il gol avversario è ben orchestrato, con un giro palla dalla destra verso la sinistra, atto a liberare gli uomini dal lato opposto del campo. Da quel lato hanno creato la superiorità numerica. Segue l’errore di Hysaj, che si perde un indemoniato Gomez. L’azione si chiude con l’errore da comiche di Ghoulam, che serve involontariamente Petagna, per un facile gol.

Napoli molle e Sarri disperato: il cambio di modulo. Il resto della partita vede un Napoli molle, non in condizione mentale, scarico. Il Napoli soffre un certo tipo di partite sporche. E la fortuna, sia sul gol, sia sulle azioni degli azzurri, non aiuterà, il mister parlerà sia dell’approccio mentale non all’altezza che della mancanza di fortuna. Nemmeno un irriconoscibile Mertens riesce a dare il cambio di marcia, che avrebbe potuto risvoltare la gara come un calzino. Alla fine, Sarri tenta la carta della “disperazione” (proprio la parola che userà nel dopo partita): il cambio modulo. Entra Gabbiadini per Jorginho per passare al 4-2-4. La motivazione di questo cambio? La svelerà proprio Sarri, dichiarando di aver visto dei cross in mezzo ad un’area avversaria vuota, e per questo motivo aveva tentato di aumentare il numero di azzurri nel mezzo. Ma gli azzurri riusciranno a trovare le fasce per il cross veramente in poche occasioni, cercando di più gli scambi centrali verso Gabbiadini e Milik. Dichiarerà di essersi pentito del cambio: “facciamo fatica ad uscire dal nostro spartito”.

Possesso palla sterile. La percentuale del possesso palla, 69%, rivela solo che il Napoli ha tenuto un possesso palla sterile. Sono 13 i tiri degli azzurri contro i troppi degli avversari, ben 10. Meglio i neroazzurri nel centrare la porta, 4 contro i 3 tiri azzurri. Il Napoli è stato più impreciso nei passaggi del suo solito, solo 83%, contro un misero 67% degli avversari, che avevano altri piani. Senza il palleggio e la qualità sono riusciti a portare in porto il proprio piano (statistiche estratte da WhoScored).

Batterie mentali scariche. Sarri parla di mancanza di brillantezza mentale e assolutamente non fisica, dato il momento della stagione la stanchezza fisica non è contemplata. Ha pesato la partita in Champions, ha pesato il dispendio di energie mentali. Gli azzurri non sono riusciti a trovare le energie mentali per questa partita, facendo errori nell’ultimo passaggio, e puntando la porta con tiri sparati via da fuori area. Bisogna crescere passando da queste partite, sono le parole di Sarri.

Why always me? Insigne non è amato da tutti, anzi per molti non è all’altezza, e altri gli rinfacciano alcuni comportamenti. Non dimenticate le dichiarazioni estive del suo procuratore su un possibile aumento di salario. Balotelli avrebbe scritto: “why always me?”. E non avrebbe tutti i torti a lamentarsi per le opinioni negative sul suo conto. Ad una domanda sulla prestazione di Insigne, il mister non scarica alcuna colpa sull’azzurro, dichiarando come tutti i giocatori avessero avuto problemi, per automatismi scattati in ritardo. Io condanno l’opinione negativa su Insigne. E’ spesso prevenuta. La stagione di Insigne non è all’altezza di quella della passata stagione, ma i giudizi vanno forniti con coerenza ed attenzione. Non è stato assolutamente tra i peggiori di Atalanta – Napoli. Si è posizionato tra le linee e bene, cercando lo scambio, sebbene non sia mai stato decisivo nell’ultimo passaggio (vedi video).

Il turnover, il tormentone. Sul turnover, alla domanda se un turnover più folto sarebbe stato efficace, il mister dichiara come l’inserimento di più giocatori avrebbe potuto creare altri tipi di problematiche. Permettetemi di dire che la sua cautela è tutela per questi nuovi giocatori. Sarri è l’unico che ha il polso della situazione, e sa cosa fare e quando. Evidentemente, alcuni giocatori non sono ancora pronti. La pausa aiuta, li vedremo presto.

E’ la prima sconfitta stagionale. Il Napoli è imbattuto in casa, ma fuori le mura amiche ha conquistato un punto a Pescara e Genoa, e i 3 punti a Palermo, in campionato. Per Sarri il differente percorso del Napoli in casa ha due possibili motivazioni. Il manto erboso del San Paolo è curato e all’altezza, permette agli azzurri un tocco del pallone migliore, cosa che non avviene su altri campi. Questa è una sua affermazione, che non posso valutare. Ovviamente, in casa gli azzurri possono contare sull’aiuto del pubblico, che può dare ulteriori motivazioni.

Sulla Juve. La Juve è di un altro livello, parola del mister. E’ una dichiarazione di una ovvietà stratosferica che però, ha destato scalpore, mi chiedo perché. Il mister e gli azzurri non si sono arresi. Ma deve essere chiaro che la Juventus è la candidata alla vittoria, le altre devono sperare in passi falsi della Vecchia Signora. Il fatturato è legge 99 volte su 100, quell’1% è il risultato di una serie di situazioni fortunate che portano ad un miracolo, all’unicum, al Leicester. E’ giusto combattere fino in fondo, mai arrendersi alle avversità, ma conoscendo le proprie forze e le forze degli avversari.

Su MundoNapoli Sport 24.

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