Napoli – Bologna 3 – 1, l’azione già vista e la polivalenza del giovane campione – Tattica, statistiche e video

snap_video_gol_callejon_bolognaIl Napoli vince e convince con il Bologna, sono 3 le reti che gli azzurri rifilano agli uomini di Donadoni, nonostante alcuni minuti di pausa, che questo Napoli non riesce proprio ad evitare. Nel bene e nel male è stata una partita di déjà vu, li potete leggere qui. E’ iniziato un periodo intenso, con più impegni nel giro di pochi giorni e il mister adotta un modesto turnover. Vanno in campo l’esordiente Strinic, il quasi titolare Zielinski e Sarri opta per Insigne e Gabbiadini in avanti. Il possesso palla azzurro è del 61%, il Napoli tira in porta 21 volte, controi 9 tiri del Bologna.  Il Napoli riesce a centrare la porta 10 volte, solo 3 i tiri in porta del Bologna. Il successo nei passaggi è del 91%, contro l’80% del Bologna, e bene anche negli scontri aerei, 64% dei duelli vinti. Le 2 squadre prediligono gli attacchi sulla sinistra, molto di più il Bologna, dal lato dove sembra poter impensierire gli azzurri, anche se alla fine la partita sarà guidata dal Napoli, che lascerà poco agli ospiti, soltanto le briciole.

I momenti di Insigne e Gabbiadini. Per motivi diversi è interessante analizzare il primo tempo di Gabbiadini e Insigne. Gabbiadini è un pesce fuor d’acqua, non si intende con i compagni, viene servito poco e male e fa i movimenti sbagliati. Avrà anche un battibecco con Insigne, e non lo saluterà durante la sostituzione. Per fortuna, il San Paolo capisce il momento del giocatore azzurro e dimostrerà di essere con lui. I tifosi lo applaudono e il ragazzo apprezzerà ricambiando con un applauso, già dal campo, e ringrazierà con un messaggio sui social. Ma in questo momento Gabbiadini è un problema, il campione azzurro deve trovare il giusto posto in questa squadra e deve ritrovare i movimenti e i gol dell’attaccante. E’ una storia diversa quella di Insigne. E’ in palla, arriva spesso alla conclusione, ma è troppo egoista. E’ rigenerato dopo le prime uscite di questa stagione. E’ ancora determinante. Quel posto sulla sinistra dell’attacco è anche suo. Ecco un video di alcuni suoi momenti del primo tempo.

L’azione già vista. E’ merito suo anche il primo gol azzurro. La solita azione, vista e rivista, il movimento di Insigne e lo scatto verso l’area di Callejon, il cross dall’altro lato, e la testa di Callejon, è gol, è 1-0. L’azione preferita dai 2, il cross del napoletano e l’inserimento e la precisione nella finalizzazione per lo spanish sniper, l’hitman azzurro. Per il Napoli questo è il quinto gol di testa, in un totale di 5 partite giocate, statistica inusuale per gli azzurri, che non hanno mai primeggiato in questo fondamentale. Ecco il video del gol.

Il blackout già visto e la papera. Ma il Napoli vive dei momenti di blackout. Ed infatti, inizia il secondo tempo molle, come già successo in altre occasioni e arriva il gol. Verdi scaglia un bel tiro dalla distanza, per Reina dovrebbe essere un compito facile, e invece il portiere azzurro la fa grossa, non vede la palla. E’ gol, è il pareggio, partita rimessa in gioco. E’ stato quasi come aver visto il Rafael di Palermo – Napoli dell’ultima stagione di Benitez (leggi di più nell’ultimo pezzo: Napoli – Bologna 3 – 1, una notte di déjà vu).

La polivalenza del giovane campione: il tocco di fino. Arrivano in cambi, prima Milik per Gabbiadini. Il Napoli si trasforma ancor prima che il giocatore metta piede in campo. E arriverà anche l’ingresso di Ghoulam per Strinic. E’ questioni di minuti, perché il Napoli è ritornato se stesso, ha ripreso le redini del gioco. Arriva il gol manovrato, ma il Napoli non ci arriva col Tiki Taka, lo farà verticalizzando. Si parte dalla difesa, Koulibaly ha la palla, Milik gli va incontro per concedergli una linea di passaggio, ma il senegalese preferisce darla sulla sinistra ad Hamsik. Appena vede il passaggio al compagno, Milik scatta in avanti. Hamsik gli regala un assist che aggira la difesa avversaria. Poi tocca al polacco il prezioso finale, un pallonetto delizioso, è gol. Milik va ad esultare sotto la curva. Il nuovo acquisto è pienamente negli schemi e crede in quello che fa, e poi dimostra di avere non solo la dote aerea, ma anche il tocco di fino. Un gol che ricorda anche il passato recente, che ha riguardato Higuain.

La chicca tattica in mezzo al campo. Dopo qualche minuto c’è la chicca tattica della partita. Entra un giocatore che ti aspetti possa entrare, Allan, ma esce chi non ti aspetti, Jorginho. E Hamsik viene schierato da metodista, al posto dell’italo-brasiliano. Il cambio è atipico, è storico, testimonia come questo Napoli possa fare ancora molto di inaspettato, di nuovo, di sperimentale. E Hamsik non sfigura lì al centro. Ma d’altronde, da mezzala è una sorta di regista aggiunto, che spesso si trova con il pallone tra i piedi, per aiutare il suo compagno di reparto nella gestione del gioco.

La polivalenza del giovane campione: il tiro di potenza. Dopo poco arriva il terzo gol, è Milik che decide di fare tutto da sé, di far impazzire il San Paolo, prende palla da fuori area e scaglia un bolide di sinistro che perfora le mani del portiere bolognese, mi ha ricordato il gol col Palermo di Higuain della passata stagione. Che gol, che giocatore, è da poco a Napoli e ha già mostrato di essere un gran colpitore di testa e un giocatore che può giocare di fino e di potenza.

Per il polacco sono 4 reti in campionato, Callejon è a 5. Il Napoli è pronto, non ha dimenticato il suo gioco, lo ha adattato alle caratteristiche del suo attaccante, quando serve sfruttare le sue doti aeree. Ora serve continuare a gestire le forze. La Juventus viene fermata da un’Inter rinata dopo gli sganassoni europei. Il Napoli è l’unica squadra imbattuta. E gli azzurri sono primi in classifica, in solitaria. I tifosi azzurri possono e devono giovarsene, ma questi primati significano veramente poco, hanno validità solo statistica, dopo sole 4 partite. Ma danno fiducia per il futuro. E ora testa al Genoa, e poi ancora al San Paolo, con il Chievo.

Anche su MundoNapoli Sport 24.

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