Il progetto, sui migliori schermi

LavoriInCorso“Il progetto”, “The project”, sui migliori schermi, potrebbe essere un titolo perfetto per un film americano. Di tanto in tanto spunta questa parola: “progetto”. Ma cos’è questo progetto? Diventa ciclicamente uno dei cavalli di battaglia di coloro che non hanno mai apprezzato questa società, diventa il must, il new black dei più dotti sostenitori del popolare “caccia ‘e sord’ pappone”, migliorato, ripulito, e corredato da un’argomentazione più articolata, sicuramente più accettabile di un insulto. Ma non è solo argomento tra tifosi, è anche il mezzo che prima Benitez e ora il procuratore di Higuain usano, sbilanciando gli equilibri azzurri.

Ma cos’è questo progetto? Come lo intende la gente? Il Napoli è realmente una squadra senza progetto, senza programmazione, senza la volontà di vincere?

Iniziamo col definire la parola “progetto”. Il progetto è una pianificazione, a breve, medio o lungo termine, che una società di calcio, nella fattispecie, realizza, per portare la squadra il più alto possibile. A questo punto, però, va fatta una premessa fondamentale per proseguire la lettura. Un progetto viene ideato e strutturato tenendo conto di vari fattori: a) l’effettiva potenzialità di un club (in termini di bacino d’utenza, potenzialità economiche, possibilità socio-economiche dell’ambiente in cui questa società si muove, ecc. ecc.), b) gli interessi societari, che possono essere anche sconnessi dal “nuje vulimm vincere”, perché legati ad un equilibrio tra situazione economica e successi sportivi.

Abbiamo ripetuto fino alla noia pro e contro di questa società. Il comandamento genetico del club si riassume in poche parole, mai rischiare quello che non hai, cercare di non spendere più di quello che puoi produrre. Non possiamo che accettare questo comandamento, fino a quando de Laurentiis sarà il proprietario del club. E la società ha intrapreso una lenta crescita, senza mai fare il passo più lungo della gamba. Il capo della baracca non è un benefattore, fa i suoi interessi, ha una società che economicamente è stabile e se ne giova anche nell’altra sua attività, quella cinematografica, semplicemente perché il gruppo è economicamente solido. Non preleva dagli utili, ma distribuisce lauti stipendi (non tirandosi indietro, però, quando si sono verificate delle perdite, abbassando drasticamente questi compensi). E va riconosciuto come la società sia indietro dal punto di vista comunicativo, in termini di strutture, per le giovanili, per la questione stadio (anche se dovremmo aprire delle lunghe parentesi sulle evidenti difficoltà che il Napoli si trova ad affrontare per la questione dello stadio). Ma nonostante ciò, il Napoli è una squadra che vivrà per anni, senza il rischio di un secondo fallimento, ha comprato uno degli attaccanti più forti del pianeta, proseguendo una crescita lenta ma costante, qualificandosi in Europa continuamente negli ultimi anni,  3 volte in Champions League, e arrivando in semifinale di Europa League dopo 26 anni. Negli ultimi 6 anni termina la stagione per 2 volte al secondo posto, per 2 volte al terzo, e per 2 volte al quinto. Vi ricordo che il Napoli ha partecipato per 74 volte al campionato di massima serie, salendo sul podio 17 volte, e conquistando la seconda piazza soltanto in 6 occasioni. Ma non solo, può fregiarsi di 2 Coppe Italia e di una Supercoppa Italiana, le poche briciole lasciate da una Juventus cannibale. Può ammirare sullo scaffale 3 dei 10 trofei che questa società, nata nel 1926, ha vinto nella sua storia. E tutto questo con il quinto fatturato della Serie A, riuscendo a giocarsela spesso con squadre che le sono avanti economicamente.

Qualcuno dice che il divario di fatturato sia l’effetto e non la causa. E’ vero, costoro hanno ragione, la società dovrebbe lavorare affinché il suo fatturato strutturale aumenti! Ma di quanto potrà migliorare il suo fatturato? Credete che in termini di bilancio il Napoli possa mai raggiungere la Juventus? La Vecchia Signora può contare su introiti economici e un bacino d’utenza senza paragone, irraggiungibili dal Napoli, a meno che non arrivino pazzi sceicchi o russi, disposti a sborsare milioni di euro. Ma voi li avete visti? Non dimenticate che Milan e Inter sono altra storia, hanno un altro richiamo mediatico, state parlando delle squadre del centro economico nazionale.

Questo è il progetto del Napoli, un progetto mirato ad una crescita lenta, che ha portato una società, che non ha firmato nessun contratto che la obbliga a vincere,  a far mangiare la polvere a molte delle contendenti. Pensate che il progetto Roma abbia portato più risultati del progetto Napoli? E vogliamo parlare dei progetti di Inter e Milan, che falliscono anche con sforzi economici (vedi l’Inter), costretti a cessioni societarie alquanto nebulose? E vogliamo parlare del progetto Lazio o di quello della Fiorentina? Devo continuare? Come si dice da queste parti: “ci lamentamm’ ‘ro superchio”.

Nel calcio si fanno delle scelte, si perde e si vince, si sbaglia e de Laurentiis ha sbagliato in molte occasioni, ma per una società come il Napoli, non vi sembra che il suo progetto sia stato quanto meno produttivo? Se il progetto è vincere lo scudetto e basta, rischiando anche l’osso del collo (economicamente parlando), allora lasciate questi lidi, altrove ci sono denari e maggiori possibilità! Ma dimenticatevi di poter trovare il gioco spumeggiante di Sarri, quei magici equilibri che, seppur con difficoltà, hanno portato questa società a sorprendere negli anni, ma soprattutto dimenticatevi dell’amore di questa terra, dell’amore di questi tifosi.

Di più sui numeri del Napoli e soprattutto sui record dell’ultima stagione nel pezzo:[VIDEO] I “fatti” sul Napoli 2015/2016 (la squadra) – La mia “sentita” sul Napoli.

Anche su MundoNapoli Sport 24.

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