Ciao, il mio nome è Gennaro e ieri mi sono risvegliato dal coma

NAPOLI: SARRI TIFA TORO E CONTRO GENOA SI AFFIDA A HIGUAINCiao, il mio nome è Gennaro, sono un grande tifoso del Napoli, e ieri mi sono risvegliato dal coma. Sfortunatamente la mia vita ha subito una brusca interruzione il 16 settembre del 2015, mi sono svegliato da questo incubo proprio ieri, liberato nel giorno della liberazione da un fardello mortale. Con enorme felicità dei miei parenti, dei miei amici, sono tornato alla vita, posso ritornare alle mie abitudini, posso tornare a gioire e a piangere, possono tornare ad amare, posso tornare ad amare il mio Napoli. Ma è solo di gioia che vi voglio parlare, del mio amore, dei miei sentimenti per questi colori, che non mi hanno mai abbandonato, anche quando il mio corpo giaceva inerme su un letto d’ospedale.

Le cose che ricordo di questa stagione del mio Napoli? Tutto, fino ad un istante prima del mio tragico incidente, la stagione altalenante di Benitez, l’incertezza per il futuro, il nuovo allenatore (bravo, ma inesperto per una piazza come Napoli), il nuovo direttore sportivo, nuovi giocatori, Allan, Valdifiori, Hysaj, scommesse, e ancora, tutti i più forti sono rimasti, Higuain, Hamsik, Insigne, Mertens, ah, dimenticavo, è tornato il nostro Reina. Sapete, durante questi mesi Reina è venuto anche a trovarmi in ospedale. Tante incertezze, il ridimensionamento, si parte da zero, quarto/quinto posto si diceva, migliorare il disastro finale dell’ultima stagione sarebbe stato già un successo. E infatti la stagione non era cominciata nel migliore dei modi, sconfitta col Sassuolo, pareggio con Sampdoria ed Empoli, eppure il Napoli non giocava male, bisognava sistemare qualche cosa. Anche il dio del calcio disse la sua, Diego intervenne con delle dichiarazioni, mi dispiacque, non approvai le sue parole, non facevano bene all’ambiente. Erano giorni di critiche, troppe, si sfasciò tutto, come è tipico del tifoso.

Poi non ricordo più nulla, si spense tutto, ho perso una stagione intera, ma mi hanno raccontato tutto, ho visto video, ho letto articoli, non ci potevo credere, ho ancora lacrime di gioia che mi appannano gli occhi, proprio mentre vi sto scrivendo. Da Bruges in poi, Juventus e Fiorentina calpestate, campioni d’Inverno, un girone d’Europa League devastato, record su record, la Juventus che recupera, più di questo noi non avremmo potuto fare, soprattutto dopo quanto mi hanno detto, Higuain capocannoniere, doppia il secondo, il Napoli sta stracciando i suoi record storici, tutti i giornali hanno parlato del gioco di Sarri, di giocatori come Jorginho che  sono diventati fondamentali per questa squadra. Che gioia leggere tutto ciò, che felicità vedere Higuain segnare tutti quei gol, e vedere la stagione di Insigne, di Hamsik, che muro Koulibaly, e Albiol ha subito una metamorfosi. Ho visto dei video su You Tube, Higuain che canta “un giorno all’improvviso”, i giocatori che saltellano guardando la curva, ho visto le esultanze di Reina, mi hanno fatto sorridere anche gli scherzi di Reina ai compagni. E sul gioco che dire? Stavo studiando da autodidatta, perché un giorno avrei voluto intraprendere la carriera d’allenatore, proprio ispirato da Benitez, quindi un po’ ne capisco. Che geometrie, difesa alta, pressing alto, dai e vai, triangolazioni veloci, gol su gol, azioni su azioni, il Napoli stritola, per lunghi tratti del campionato, tutti gli avversari. Sono felice, ma anche un po’ triste, perché mi sono perso tutto questo, non l’ho potuto vivere allo stadio, non ho potuto cantare “un giorno all’improvviso” con i miei amici tifosi, non ho potuto urlare i nomi dei nostri giocatori al gol: “Higuain, Higuain, Higuain”! Avrei sacrificato il bene materiale più importante della mia vita, quei giocattoli che conservo in una stanza di casa mia, sono i giocattoli della mia infanzia, ai quali sono molto affezionato, sì, li avrei regalati, pur di gioire con voi, li avrei regalati pur di piangere con voi, li avrei regalati pur di essere vicino al mio Napoli. Ora però mi dicono che il Napoli non è più una macchina perfetta, sta inciampando spesso, ieri ha perso con la Roma, è ancora al secondo posto, wow, il secondo posto, ma la Roma è a soli 2 punti, e il trend non sembra essere a favore degli azzurri, che rischiano di essere scavalcati. E’ dura, lo so, mi dicono che non sarà facile, perché il morale è a terra, e la Roma corre, ma proprio come io ho fatto, loro possono rialzarsi, manca poco, resistete ragazzi, il fato può sorridervi ancora, può sorriderci ancora, se lo ha fatto con me, può farlo anche per una banale partita di calcio.

Mio fratello mi ha appena detto che sui social i tifosi si lamentano, il Napoli zoppica e iniziano le polemiche di giornalisti e di molti tifosi, ragazzi ma di cosa vi lamentate? Io ho perso tutto e scopro che un miracolo era già avvenuto, l’artefice di questo miracolo è stato proprio il mister Sarri, il Napoli è stato una luce nella banalità del buio, ha risvegliato le passioni, ha eccitato gli animi, e io che sono ritornato solo ora ne sono sorpreso e me ne compiaccio. Se il giorno del mio incidente, il 16 settembre, mi aveste chiesto delle mie aspettative, vi avrei detto, a malincuore, che mi sarei accontentato di un quinto posto. Avrei voluto vivere quello che avete vissuto voi questa stagione, io non ho potuto perché la vita ha deciso di non sorridermi più, ma poi me la sono ripresa, e posso solo giovarmi di una gioia riflessa, delle emozioni di un video, dei racconti entusiasmanti degli amici, quei momenti non li ho vissuti in prima persona, e non potrò farlo mai più. Non so se riuscirò ad andare allo stadio all’ultima giornata, ci spero, ma spero che si possa gioire già prima per il massimo risultato, perché questi ragazzi lo meritano. Vorrei stare in curva, e vedere i ragazzi saltare e cantare davanti a noi.

Ciao, il mio nome è Gennaro, sono un grande tifoso del Napoli, e ieri mi sono risvegliato dal coma!

Questa è ovviamente una storia inventata, ma plausibile, spero che abbia reso l’idea. Spero che i lettori la interpretino positivamente, e che non venga considerata da nessuno come una mancanza di rispetto per chi ha realmente subito queste disgrazie, ma la mia è una storia, e spero che da essa possiate ritagliarvi 5 minuti di riflessione a trecentosessanta gradi.

Il mio pensiero va a tutti i tifosi che non ci sono più, che avrebbero meritato lo scudetto, per giustizia divina. C’è chi se ne è andato e non ha potuto gioire di questo Napoli. Sono sicuro che chi non c’è più sarebbe contento per un secondo posto, anche per un terzo posto, perché il campionato non era nato con le migliori premesse, e perché il Napoli è il Napoli, e non deve, di diritto, vincere nulla. Certo, proprio come noi che continuiamo a vivere, si rammaricherebbero per la perdita di un secondo posto meritato, ne discuterebbero, ma quanto felici sarebbero stati per un terzo posto?

Anche su MundoNapoli Sport 24.

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