Mi sono stancato di difendere l’ovvio

napoli-calcio-2014-744x445Mi sono stancato di fare il difensore della patria. Mi sono stancato di difendere de Laurentiis. Mi sono stancato di ricordare ai tifosi quale sia la realtà storica, economica e politica di Napoli e del Napoli. Mi sono stancato di elencare pregi e difetti di questa società calcistica i cui colori tanto amiamo. Mi sono stancato di ricordare che dal 1926 questa maglia azzurra si sia fregiata di 10 trofei (tra scudetti e coppe), e che ben 3 di questi trofei (il 30%) siano stati vinti da de Laurentiis. Mi sono stancato di ricordare (ma qualcuno lo ha fatto meglio di me) che, storicamente, nel calcio italiano hanno vinto a Milano e a Torino, o comunque a nord, qualche briciola in giro e a Roma, a Sud c’è solo il Napoli, che ha vinto (e meno di quanto meritasse) solo quando è atterrato il Dio del calcio. Mi sono stancato di chiedere di non farsi offuscare nei giudizi dall’antipatia per il patron. Mi sono anche stancato di analizzare le questioni con obiettività e quindi dire che ci sono cose che non funzionano come dovrebbero: strutture, giovanili e stadio. Mi sono stancato di ricordare che bisogna dare il giusto merito a questa società per aver riportato il Napoli a giocarsela con le big italiane. Mi sono stancato di avere il marchio di “filo-societario”, io voglio lo stemma di tifoso del Napoli marchiato a fuoco, e basta, e questo è quanto dovrebbero desiderare tutti. Mi sono stancato di invitare ad analizzare le cose sul lungo periodo, lungo periodo che premia questa squadra. Mi sono stancato di sentir parlare di “coppette”, siamo tifosi del Napoli, non del Real Madrid o del Barcellona. Mi sono stancato di sentir parlare di soldi, soldi, soldi, “pappo’ caccia ‘e sold”, quando i soldi sono degli altri. Mi sono stancato di essere il primo ad ammettere che ci aspetta tanto da fare, nonostante i risultati positivi, nonostante mi venga detto che sono schierato con la società, mentre i critici (sempre e comunque) non riconoscono quanto di buono sia stato realizzato. Mi sono stancato di ricordare che il passato è uno sprone per il futuro, che il passato è memoria essenziale per costruire le avventure del domani, che i 15 anni prima del fallimento non voglio viverli più. Mi sono stancato di ricordare che durante la mia adolescenza mi esaltavo per le briciole (di Maradona ho ricordi d’infanzia, per fortuna ancora vivi), e oggi ho gioito per un urlo Champions, per big match con Bayern Monaco, Chelsea, Manchester City, per gli unici trofei che la Juventus non ha vinto negli ultimi due anni, per una semifinale europea che mancava da 26 anni, per Higuain, uno dei migliori numeri 9 al mondo (53 gol e 23 assist in due stagioni), e prima ancora per Cavani e Lavezzi. Mi sono stancato di spiegare come funziona un bilancio di una società o di una famiglia (non sono né un economista e neppure una massaia). Mi sono stancato di ricordare che Cavani è stato venduto perché se ne voleva andare, perché non gli potevi dare quello che voleva, ma che dopo hai comprato Higuain. Mi sono stancato di ricordare che de Laurentiis non è il benefattore di nessuno, è a Napoli per fare i suoi interessi, per guadagnare e fino a quando lo farà il Napoli se la giocherà. Mi sono stancato di parlare di quanto il presidente sia fuori dalle righe (troppo), di quanto spesso farebbe meglio a non parlare, di quanto non si renda conto che è meglio non fare promesse. Mi sono stancato di ricordare che l’ultima stagione è stata una brutta batosta, e questa non inizia nel migliore dei modi, ma che solo grazie all’apporto incondizionato dei tifosi si può fare meglio. Mi sono stancato di chiedere alle persone di usare un linguaggio più rispettoso, basta con il termine “pappone”, e mi dà fastidio pure “romano”, rendetevi conto che se in un discorso usate la parola “pappone” non fate altro che sminuire le vostre considerazioni, mettendole allo stesso livello dei versi di una scimmia addestrata. Mi sono stancato di ricordare che questa stagione è una scommessa, dopo le delusioni del Benitez dell’ultima stagione, e che si fa dura. Mi sono stancato di dire che le vittorie di questo Napoli me le sono godute, chi ha sempre criticato si è fatto il sangue amaro e “non se ne è visto bene”. Mi sono stancato di richiedere calma, non assaltiamo sempre con l’arma bianca. Mi sono stancato di richiedere l’apporto giusto ai tifosi, criticate il Napoli come una mamma fa con i figli e non come un terrorista con i suoi ostaggi. Mi sono stancato di discutere con quelli che dovrebbero pensarla come me, con quelli con i quali condivido lo stesso amore, con quelli con i quali dovrei perseguire lo stesso obiettivo: e cioè amare questa maglia, come si fa con la donna della propria vita (da leggere il pezzo Le complesse dinamiche del tifo azzurro). Mi sono stancato di difendere l’ovvio. Mi sono stancato. Da oggi in poi alla parola de Laurentiis risponderò con discorsi sulla cosmologia e il fato dell’Universo, sull’evoluzione delle galassie e su teorie alternative della gravità!

Anche su Il Mediano Sport.

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