10 anni. Io li ricordo così, con gli uomini che ci hanno resi grandi.

Il 2 agosto di 10 anni fa il Napoli falliva e iniziava un nuovo corso. Ho pensato di festeggiare la fondazione della società che risale al 1 agosto 1926 ed in particolare la rinascita nel 2004 ricordando i principali protagonisti di questa nuova storia, che ci vede, a distanza di 10 anni, protagonisti. Ne dimenticherò sicuramente qualcuno, commentate e ricordiamoli assieme.

Il primo nome è quello di Aurelio De Laurentiis, presidente e re incontrastato della società, i fatti dicono che la prende dalle ceneri e la porta in Champions League. Molti lo criticano, altri lo adorano, ha commesso degli errori, può non piacere il modo in cui si esprime, potrà non essere tifoso del Napoli e badare ai suoi interessi economici, ma il suo operato è eccellente. A testimonianza di ciò ci sono i risultati sul campo che sono andati sempre a braccetto con una crescita economica della società (ne ho discusso spesso, vedi 1 e 2). Pierpaolo Marino è un altro personaggio di primo piano, sarà dirigente del Napoli fino al 2009, sarà artefice assieme al presidente della rinascita e del ritorno in serie A. Acquisterà Hamsik e Lavezzi. Non possiamo non ricordare con piacere Edoardo Reja, siede sulla panchina del Napoli fino al 2009, sostituito da Donadoni. Lo ricordiamo come grande uomo, e come colui che ci riporta in A. Walter Mazzarri è l’uomo che con il suo calcio pragmatico, fatto di corsa e di ritmi alti, porta i primi successi, Cavani capocannoniere, qualificazioni in Champions League e Europa League, e il primo trofeo dopo tanti anni, la Coppa Italia, battendo la tanto odiata Juventus in finale. Rimane indelebile il ricordo della vecchia guardia, tra i tanti Gianluca Grava e Paolo Cannavaro, che ci hanno accompagnato dagli inferi fino alle grandi competizioni europee. Il pampa Roberto Sosa, che è stato l’ultimo calciatore del Napoli a segnare un gol in campionato con la maglia numero 10 (ricordiamo che in Serie C si usava la numerazione storica e progressiva, e quindi la società fu costretta a reintegrare il numero 10). Marek Hamsik è a ragione la bandiera di questo Napoli, ha acquisito oramai un bonus di credibilità che gli permette qualsiasi errore, e verrà sempre perdonato; con i suoi gol, ma soprattutto per la sua correttazza, è nella storia. Il pocho Ezequiel Lavezzi è stato uno di quei giocatori che hanno infiammato la platea napoletana, estro e velocità, chi dimenticherà mai le sue serpentine e il caos che creava nelle difese avversarie. Edinson Cavani ha segnato con il Napoli 104 reti tra campionato, coppa italia e coppe internazionali,  sarà capocannoniere del campionato nella stagione 2012/2013, attaccante e difensore, un giocatore a tuttocampo con un fisico d’acciaio. Riccardo Bigon va annoverato in questa lista, viene spesso criticato, ma ha sempre fatto il suo lavoro, dimostrando una grande educazione e correttezza. Termino la carrellata con Rafael Benitez, è lui l’allenatore scelto dopo l’addio di Mazzarri, a lui il presidente consegna le chiavi per il successo definitivo. Il suo curriculum parla da solo, e seppur con intoppi e tanti, troppi punti che ci separano dalle prime della classifica riesce a portare la squadra al terzo posto in classifica, e a vincere la Coppa Italia, per la seconda volta durante il nuovo corso societario. E’ grazie a lui (e agli oltre 60 milioni ricevuti dalla vendita di Cavani) che il Napoli può contare sugli ex del Real Madrid Albiol, Callejon e Higuain, un portiere di livello come Reina. Rispetto a Mazzarri cambia tanto, modulo, mentalità, giocatori, e non era facile riuscire a non crollare, ora gli tocca il compito più gravoso, portare finalmente la squadra a vincere il torneo italiano più importante, quello che i tifosi invocano.

Queste sono ore calde per il mercato, le altre si stanno rinforzando, tra luci e ombre, ora tocca al Napoli assestare dei colpi che permettano alla squadra di ridurre il gap con quelle che la precedono. Io ci credo, perché questa società non ha mai tradito.

 

 

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