OFF-TOPIC: Sorrentino e il ringraziamento a Maradona

Non potevo non scrivere 2 righe sulla faccenda. Paolo Sorrentino, durante la premiazione per la vittoria dell’Oscar per il miglior film straniero, tra i tanti ringrazia Diego Armando Maradona. Il regista ricorda che Maradona giocava nel Napoli durante la sua giovinezza e dice “Per me lui è stato molto importante”. Non si è fatta aspettare la replica di un felice Maradona che ha affermato in un messaggio video “Io e Sorrentino figli di Napoli”. Ovviamente sono seguiti commenti pro e contro alle parole del regista napoletano.

In questo caso molti hanno esagerato nei giudizi negativi, perché non si sono resi conto del motivo che ha spinto Sorrentino a ringraziare Maradona, un ringraziamento che non è andato ovviamente all’uomo sbandato Maradona, che ha gettato la sua carriera per la droga, o che picchiava i fotografi o che ha avuto una vita in molti casi lasciva. Anche un suo tifoso, come il sottoscritto, sa pesare le cose, riconoscere gli errori che ha compiuto nella sua vita, ma lodare le sue doti sportive, e credo che anche Sorrentino sia conscio di questo.

Mi chiedo, è così difficile capire cosa abbia rappresentato Diego Armando Maradona per generazioni di napoletani e tifosi del Napoli? Paolo Sorrentino è uno di questi tifosi, che nato nel 1970 era un giovane di 14 anni all’arrivo di Maradona a Napoli. Sorrentino perdeva i suoi genitori (morti a causa di un incidente) a 17 anni, si iscriverà all’università, ma abbandonerà gli studi e a 25 anni deciderà che la sua strada è il cinema.

E’ stato un idolo per me e per tanti come me, è così assurdo pensare che l’essenza de “La grande bellezza” calcistica, il Pibe de Oro, La Mano de Dios, D10S, il più grande calciatore della storia (o quasi), chiamatelo come volete, sia stato per un giovane che a 17 anni perde madre e padre, un riferimento di bellezza e di perfezione in quello che gli veniva meglio, e cioè tirare calci ad un pallone? A me non sembra assurdo, lo è stato per me, lo è stato per tanti napoletani, e lo sarà per le prossime generazioni, finché rimarrà vivo il suo ricordo in una città che ha vissuto alla fine degli anni 80 il suo periodo d’oro calcistico!

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