Perché giocare con 2 soli mediani è un falso problema!

Ho scritto questo breve articolo per dimostrare la mia tesi (vedi titolo), o meglio discutere le mie ragioni sulla questione. Il calcio non è come la fisica deterministica che ti permette di predire il moto di una pallottola, la velocità di caduta di un grave o l’interazione della luce con gli oggetti. Il calcio è teoria, determinata sulla lavagnetta e in allenamento, che poi deve essere messa in pratica contro un avversario reale, che può permetterti o meno di svolgere le trame tattiche che hai preparato. Nell’eseguire quello che è stato preparato è fondamentale l’impegno e le qualità dei giocatori. Detto questo, io credo nella mentalità che il nostro mister Benitez vuole trasmettere. Sfortunatamente c’è una massa di soloni (giornalisti, opinionisti, commentatori, ex-giocatori, allenatori) che continuano a criticare il modulo e la presunta inferiorità a centrocampo. Secondo me le loro sono parole al vento, spesso senza una vera e propria motivazione!

Per fare questo prendo ad esempio le partite di semifinale che il Napoli ha giocato con la Roma.

Nell’immagine allegata ho realizzato uno schema per facilitare l’interpretazione di quello che sto per dire. I grafici con le posizioni in campo dei vari giocatori sono stati presi dal sito WhoScored.com. Discuterò solo le posizioni medie in campo dei giocatori e quindi la disposizione media della squadra durante la partita. E’ chiaro come questo sia solo una parte dell’interpretazione della partita, che è anche a) il tipo di movimenti dei giocatori, b) le linee di passaggio, c) il tipo di passaggio, ecc. Io quindi mi disinteresserò di tutto questo utilizzando solo la posizione media di ogni singolo giocatore.

Si nota chiaramente come il Napoli, pur schierando lo stesso modulo (il solito 4231 caro al nostro mister), sia disposto in campo in maniera totalmente diversa nelle due partite giocate! Interpretando ogni singola partita in maniera diversa.

Nella partita di andata, la squadra è disposta con la linea di difesa molto alta (tranne il terzino sinistro Réveillère), i 4 attaccanti in linea e molto larghi e i 2 centrali di centrocampo ad occupare la zona centrale, con Inler leggermente più indietro. Giocando fuori casa, la squadra ha chiaramente avuto un atteggiamento più attendista, con una maggiore fase difensiva e quindi i giocatori che nella maggior parte del tempo si sono trovati a svolgere il modulo in fase passiva, e cioè il 442. L’ampiezza ricercata era necessaria per tenere a bada gli esterni. Le due linee erano molto strette, contribuendo a fare la fase difensiva e supportando il centrocampo.

Nella partita di ritorno, l’atteggiamento è stato completamente diverso. Non si è cercato di avere la difesa molto alta, la squadra si è mossa maggiormente in spazi centrali, con i 2 esterni d’attacco (Mertens e Callejon) molto stretti sui 2 centrali di centrocampo (Callejon è vicinissimo a Jorginho). Con il risultato di avere i 2 centrali di centrocampo e i 4 attaccanti a fare la densità a centrocampo. Da notare anche il denso centrocampo avversario.

E’ chiaro che queste disposizioni in campo sono da un lato preparate dal tecnico, ma ovviamente favorite o svantaggiate dall’atteggiamento tattico e dalle abilità degli avversari.

Il turno si è risolto con la qualificazione del Napoli, perché i nostri hanno giocato svolgendo le proprie mansioni con attenzione e dedizione tattica, e grossi errori individuali non si sono visti. Altre volte, l’aggressività, l’attenzione o lo stato fisico e mentale sono venuti meno (anche se spesso è difficile dire quale sia l’esatto motivo di una cattiva prestazione). Queste 2 partite dimostrano come la presunta inferiorità a centrocampo, di cui tanto e spesso si parla, legata all’utilizzo di 2 soli mediani, è in realtà solo un falso problema. Questo perché, se la squadra riesce a fare le due fasi (difensiva, offensiva), e fornire quella densità a centrocampo che altrimenti mancherebbe,  allora vola, grazie alle elevate capacità tecniche che ha in avanti!

Immagine

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