Dopo il Lipsia c’è Napoli – Spal: le tre facce degli azzurri

Il “non impegno” europeo. Solo pochi giorni fa il Napoli subiva una cocente sconfitta in campo europeo, contro i tedeschi del Lipsia, quarti in un campionato impegnativo come la Bundesliga, ma gestibili dal miglior Napoli. Ma il Napoli ha deciso da un pezzo su quale competizione puntare tutto, e non è certamente l’Europe League. In campionato guida ad una lunghezza dalla Vecchia Signora, la rosa è limitata, anche a causa di quegli infortuni ai crociati, croce azzurra in stagione. A mio parere, il Napoli fa la scelta migliore, che va nella direzione dell’applicazione di un principio fisico, la conservazione delle energie. Le energie sono limitate, e se tiri da un lato, ti ritrovi con la coperta corta dall’altro. Impegni infrasettimanali, e in una competizione apparentemente alla portata, ma ostica dal punto di vista fisico e mentale, potrebbero togliere energie per l’unico obiettivo realistico del momento, il campionato. Sfortunatamente il Napoli aveva troppo presto rinunciato alla Champions League, una volta uscito dalla competizione più importante, la scelta in Europe League è obbligata. Il risultato di questa dichiarazione di intenti esplicita (le dichiarazioni degli interessati vanno in questa direzione) è palese negli atteggiamenti degli azzurri. Troppo scarichi, poco convinti, senza grinta, quelli che giocano meno non hanno mostrato la voglia di farsi valere, e i titolari non hanno messo in campo il carisma necessario. Eppure il Napoli riesce a passare in vantaggio con un bel gol di Ounas, il primo in azzurro, ma non è convinto e capitola per 1 – 3, compromettendo il passaggio del turno. Sarri condannerà l’atteggiamento della serata, si sarebbe aspettato di più. Tra i tifosi iniziano i mugugni. Il Napoli deve imparare da queste sconfitte. Ma nessun dramma, è solo un episodio generato dalla convinzione che la partita non fosse importante, ma che serva da lezione.

Nap-Spal-21-esul-allanIl Napoli arrembante. L’impegno con la SPAL si presenta facile, il Napoli deve rispondere alla Juve, abitudine negli ultimi tempi. Per qualche ora la Juve è prima, poi tocca al Napoli riconquistare il primato, ma che senso ha parlare di primato quando i contendenti devono ancora giocare? Sembra che il Napoli voglia mangiarsi in un boccone gli avversari, l’inizio degli azzurri è arrembante, che Napoli, il gol da biliardo di Allan esalta gli uomini sul fronte destro azzurro. E continuano con cross di prima verso il lato debole, tiri a giro, il Napoli è spettacolare, domina la partita, ma non raddoppia. Ci sarebbe anche un gol di Hamsik, che la VAR annulla per fuorigioco.

Il Napoli generoso. Ma il Napoli non la chiude, è leggero nelle conclusioni, si fa assorbire nell’inerzia della partita, e pian piano lascia spazi agli avversari. La SPAL non sarà mai veramente pericolosa, ma l’ultima parte del match lascia tutti con una tensione gratuita. Il Napoli è troppo generoso, ma nel senso negativo del termine. Invece di chiuderla giochicchia, si perde, percorre una strada sul filo del rasoio, al limite del baratro, rischiando un incidente, un errore, una circostanza sfavorevole che avrebbe potuto compromettere il risultato e la corsa con la Juventus.

Per fortuna e per la pochezza degli avversari, il Napoli esce indenne dalla partita, conquista i 3 punti, che gli valgono il record storico di vittorie consecutive, sono 9. Il Napoli non perde da 9 partite consecutive in campionato, è la prima volta nella sua storia. Il Napoli è ancora primo, conscio degli obiettivi realistici, con la sua forza esplosiva, ma non sempre incanalata, e con indecisioni che possono costare punti. Che l’approccio troppo svogliato in Europe League e l’inerzia nel finale con la SPAL siano da monito, e che siano da monito le parole del vate Sarri. Il “non impegno” europeo, il Napoli arrembante e il Napoli generoso, le tre facce del Napoli, speriamo che sappia scegliere quella giusta in futuro.

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Napoli – Lazio, la delicatezza violenta del calcio azzurro

Si verificano episodi che ti possono ammazzare, che possono destabilizzare l’umore e la serenità di una squadra che affronta una Vecchia Signora, brutta, cinica e cattiva, che non lascia nulla agli avversari, anche giocando male. L’infortunio di Ghoulam è uno schiaffo in faccia per squadra e tifosi, e la Lazio è un passo ostico che arriva nel momento peggiore. Le contingenze fanno di tutto per mettere il bastone tra le ruote della macchina azzurra. Gli azzurri soffrono per il compagno sfortunato, e lo omaggiano entrando in campo con il 31 sulle maglie.

Ed è il peggior inizio quello che gli azzurri si trovano ad affrontare nei primi minuti, arriva il gol a freddo di de Vrij, che spiazza azzurri in campo e a casa. Con una certa difficoltà, il Napoli si rimette all’opera, soffre la fisicità avversaria, rischia sulle ripartenze laziali, prova spesso il lancio centrale, per scavalcare la retroguardia dei celesti laziali, e il gol arriva proprio grazie a questo schema. l Napoli rimette in piedi la partita col gol del solito, puntuale, Spanish Sniper Callejon, servito magistralmente da Jorginho. Il primo non ci stupisce per le sue qualità, il secondo dimostra di avere anche il piede per lanci lunghi decisivi. Sarri dichiarerà di aver preparato la partita proprio sfruttando questa possibilità tattica.

Si va a riposo e si ritorna in campo con Zielinski che sostituisce Hamsik. Il Napoli inizia a prendere possesso del gioco e nel giro di 2 minuti si fa assistere dalle contingenze favorevoli. Prima Wallace butta nella sua rete un cross fendente di Callejon, poi è Mario Rui che azzarda un tiro da lontano, che viene deviato involontariamente da Zielinski. Esplode la felicità degli azzurri, che non dimenticano l’amico Faouzi, esultando in faccia alla telecamera, con tanta rabbia. Oramai è una partita tra il pugile campione e lo sparring partner, il Napoli giochicchia come un gatto col gomitolo, è padrone degli avversari. La forma fisica e mentale di questa squadra è eccezionale, nei secondi tempi corre e ragiona meglio degli avversari, approfitta delle circostanze e poi mette in campo tutta la sua forza mentale, tecnica e tattica. Il calcio azzurro è delicato e violento allo stesso tempo. Delicato per la qualità dell’organizzazione e l’espletamento degli insegnamenti di Sarri e della tecnica dei singoli, violento per l’impatto che questa semplicità d’azione ha sugli avversari. E l’emblema e il riassunto di questi concetti ci vengono forniti dal quarto gol. E’ la delicatezza violenta del calcio azzurro. Il Napoli fa delle geometrie poesia calcistica. Sulla sinistra gli azzurri creano il triangolo perfetto, per uscire dalla pressione avversaria, poi l’uscita nello spazio libero, il pallonetto divertente brasiliano, Jorginho in corsa, serve con un pallonetto Zielinski. Il polacco mite fugge verso l’area avversaria, i suoi movimenti sembrano irridere i difensori laziali. E poi i passetti e il tocco sfrontato tra i due malcapitati. E’ un tocco sfrontato, ma delicato come delicata è la carezza leggera di Dries, la creazione del genio che fa tanto male, una carezza rasserenante, ma violenta come uno schiaggo. Come all’andata, 4 – 1, contro la terza della classe.

Nap-Laz-134E’ questo il Napoli di Sarri, delicato e violento. Risponde alla Juventus mostrando di vincere, convincendo, non lasciando dubbi, questa volta senza nessun Mertens a Crotone che regga, con il VAR che deve solo stare a guardare il calcio spettacolare e regolare azzurro. I numeri della partita sono violenti se sbattuti in faccia agli avversari: 68% di possesso palla, 17 tiri contro i 5 avversari, 7 nello specchio contro l’unico avversario, il successo nei passaggi è dell’88%. Tutti danno il proprio contributo, anche chi, come Tonelli, fa il suo esordio stagionale, decisivi anche Hysaj e Mario Rui, oltre ai soliti nomi. E’ una prestazione unica e deliziosa, che dimostra, ancora una volta, che il Napoli è più forte delle contingenze e dei suoi (pochi) limiti. Il suo calcio è delicato per chi si giova della bellezza di un dipinto. Ma è altrettanto violento per i malcapitati che si trovano di fronte questo mare azzurro, che può offrire il panorama più bello del mondo (come il golfo di Napoli), ma che si manifesta anche come una forza della natura, violenta e imprevedibile, come uno tsunami devastante.

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Benevento – Napoli, come la Pasquetta, con la pioggia

A Pasquetta piove sempre, o quasi. Ci avete mai fatto caso? Ci si aspetta una bella giornata, per una divertente scampagnata, e invece piove. Certo, spesso è solo un fastidio, una pioggia limitata, che non rovinerà la vostra Pasquetta, ma la pioggia arriva inesorabile, anche se il giorno prima è stato limpido come un mare incontaminato, nonostante tutto, come un principio della Fisica, in cui credere senza se e senza. A Pasquetta piove un anno sì, e l’altro pure. No, forse non proprio sempre, ma che fastidio.

Bene-Nap-53-esul-hamsikBenevento – Napoli è stata come andare a farsi la Pasquetta nelle campagne beneventane, a mangiare in qualche agriturismo, per godersi la natura, ma piove, che scocciatura. Doveva essere una vittoria ed è arrivata, ma non è stata esattamente una scampagnata Pasquale. Gli stregoni sono ostici, ripartono bene, superando spesso le maglie azzurre, e arriveranno vicini al gol in un paio di occasioni, l’imprecisione beneventana e un po’ di fortuna aiutano gli azzurri. Il Napoli non è proprio brillante, ma guida, come deve, il gioco, è squadra matura e concreta. Le prime occasioni azzurre arrivano sui piedi di Insigne e Hamsik. Il tentativo di Insigne è delizioso, cerca di fregare Puggioni con una palombella, ma la traversa salva il Benevento. Ma Mertens, che non vuole essere da meno, fa lo stesso, riproduce il gol che segnò con il Torino durante la scorsa stagione. Arpiona il pallone e fa partire una carezza mortale, Puggioni è ancora battuto, questa volta è gol. Per lui quinto gol nelle ultime 5 partite giocate. Il raddoppio arriva ad inizio ripresa, il Benevento fa il guaio, regala palla agli azzurri, Allan allarga per Callejon, che vede sul lato debole Hamsik, è il suo quinto gol stagionale. La partita potrebbe compromettersi, ma il Napoli e la giustizia ringraziano il VAR, che rivede l’assegnazione di un rigore per un fallo (nemmeno troppo certo) di Koulibaly, l’azione era partita da una posizione di fuorigioco non segnalata. E’ passata la pioggia e il cielo si rasserena, il Napoli si gode la sua Pasquetta, che è serena anche nelle dichiarazioni. Il mister, a domanda sul mercato e sul suo contratto, blocca sul nascere qualsiasi polemica.

Come la Pasquetta, con la pioggia. Il Napoli ci va troppo leggero, pensando ad una scampagnata, e arriva una pioggerellina, arriva qualche fastidio, ma la giornata è bella lo stesso, si festeggia lo stesso. Ancora primi. Almeno per ora. Aspettiamo la Pasquetta, quella vera, per  saperne di più, per rivedere Milik e Ghoulam in campo, per sapere se la Juve sarà ancora lì, per sapere se il Napoli sarà ancora lì, per sognare, a campinato finito, una scampagnata estiva, una Pasquetta estiva, questa volta una senza pioggia, e con tanto Sole.

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Atalanta e Bologna, una monetina, una bottiglietta, e 2 mani che fanno discutere

Il Napoli distrugge il suo uomo nero, quel Gasperini che spesso aveva insinuato nelle menti degli azzurri insicurezze e dubbi. Il Napoli deve trovare il modo di sopravvivere alla fastidiosa Dea avversa, si adatta agli avversari. Li fa giocare, è disposto anche a lasciare il pallino del gioco quando serve e vince con un gol verticale di Mertens, servito sul filo del fuorigioco, sfruttando la difesa alta dei Bergamaschi. Bergamo è bestia nera anche sugli spalti, non si fanno attendere i soliti cori contro i napoletani, e nei riguardi di Koulibaly. Vola in campo anche una bottiglietta e i ricordi volano ad una monetina tanto comune e inutile quanto cara. Fu la monetina di 100 lire che colpì Alemao nell’anno del secondo scudetto azzurro. Era proprio un Atalanta – Napoli, una monetina colpì l’azzurro, la vittoria di quella gara fu assegnata a tavolino al Napoli. Si è parlato tanto di quell’episodio, si disse che Carmando avesse invitato Alemao a rimanere giù. Qualcuno disse che fu un risarcimento per un errore palese in Bologna – Milan (che si giocava durante quel turno di campionato). Fatto sta che il Napoli vinse quello scudetto, il secondo della sua storia, con una squadra fortissima, con il migliore di tutti, contro un Milan insuperabile. La monetina cadde a Bergamo e diede una mano agli azzurri, quella bottiglietta, inutile ai fini del risultato, riporta alla mente eventi di un passato lontano, troppo lontano, ma tanto simile al presente: un Napoli fortissimo che si trova a lottare con un avversario imbattibile, proprio come quel Milan del periodo d’oro Berlusconiano. Si discuterà sul gol di Mertens, per il VAR è regolare, poi verranno chiamati esperti dalla NASA per creare dei video tridimensionali e deformazioni spaziotemporali, Mertens sembra in linea, o forse qualche centimetro oltre. La lotta mediatica tra Napoli e Juve è iniziata. Fanno discutere i cori razzisti e la bottiglietta piena di urina lanciata contro l’azzurro, una bottiglietta, una monetina, la solita storia.

Tra Bergamo e Bologna si decise una parte di quello scudetto, e anche oggi tocca al Bologna, dopo Bergamo. Il Napoli passa subito in svantaggio, ma riacciuffa il pareggio con uno di quelli gollonzi di Mai Dire Gol. Schema da calcio d’angolo, il cross di Mario Rui viene deviato, la parabola che ne viene fuori mette fuori gioco Mirante. Mbaye la devia maldestramente nella sua porta. Il Napoli gioca meglio, anche se gli avversari si fanno trovare un paio di volte soli davanti a Reina, sfruttando la non sempre perfetta pressione e la linea alta azzurra. Reina è miracoloso in un’occasione. Poi arriva il momento che decide la partita. Callejon si inserisce in area. L’azzurro supera Masina, che gli colpisce la spalla con la mano, da tergo. Callejon va giù. Mazzoleni dà il rigore, il VAR conferma, il rigore viene segnato da Mertens, il Napoli è in vantaggio. L’episodio fa discutere, ne possiamo discutere, è dubbio, ma c’è un chiaro intento di un incauto Masina, di disturbare Callejon. Poco scaltro Masina, come Cacciatore il giorno prima, scaltro Callejon, che va giù. Non posso non pensare a quella bottiglietta, alla monetina e Alemao. Callejon va giù, la partita sorride agli azzurri. Sono episodi che decidono una partita, anche non nitidi, episodi come questo, forse troppo legati alla discrezione dell’arbitro? Vedete la mano di Masina come la monetina di Bergamo, un tentativo di dolo che viene punito, il Napoli passa in vantaggio. Arriva anche il terzo gol, è sempre di Mertens, bellissimo, è il suo gol mano_KK_GIFnumero 13 in campionato, nelle ultime 4 partite giocate (3 di campionato e 1 di coppa), ha segnato 4 gol, è tornato. Farà discutere anche un mani in area di Koulibaly, su un tiro ravvicinato. Se ne discute ancora, si vogliono far passare dei fermo immagine (estratti chissà in quale istante), che in proiezione mostrano mano e pallone sovrapposti, come prove di un tocco, alla faccia della proiezione, questa sconosciuta. Come se, durante un’eclissi di Sole, qualcuno sostenesse che la Luna e il Sole si stiano toccando. Dalla dinamica sembra che non sia così, il pallone impatta sulla coscia dell’azzurro. Ma anche se ci fosse il tocco, l’azzurro non fa nulla per allargare l’area di impatto, anzi, cerca di ritrarre il braccio.

E’ iniziata da un pezzo la lotta sul prato verde, e anche quella mediatica, quella tra i tifosi. Il campionato è oramai una storia tra Napoli e Juve, dietro perdono punti, la terza, la Lazio, è a 10 punti dalla Juve, l’Inter a 12 e la Roma a 15. Le prime due volano e sono le sole che tengono in vita la lotta per il vertice. Per il resto, continuano le polemiche, anche da chi dimentica decisioni favorevoli avute, anche quest’anno. Dal canto suo, il Napoli, conscio delle sue capacità di gioco, nonostante un periodo di leggero appannamento dovuto ai carichi di lavoro recenti, fa punti e vince partite anche con l’aiuto di episodi. E’ un segnale importante che può solo dare fiducia per le sorti di questa avventura. Il Napoli ha ancora la miglior difesa, e anche con una mano della sorte favorevole, segna da calcio d’angolo, ancora una volta. Il campionato è entrato nel vivo sul campo e nei salotti televisivi, sarà una lotta all’ultimo sangue, e sembra che il Napoli sia finalmente non solo il protagonista del bel gioco, ma anche attore fortunato. Atalanta e Bologna, una monetina, una bottiglietta, e 2 mani che fanno discutere…..una sola in realtà! 

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Aggiornamento:

Per completezza, devo riportare il link ad un video di migliore qualità, dove si vede come Koulibaly tocchi il pallone con la mano. E anche nella GIF, facendo attenzione, questo tocco può essere visto guardando il movimento delle ombre di mano e palla.

 

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Napoli – Verona, da corner a corner c’è il Napoli metodico di Sarri

Inizia il girone di ritorno, dopo l’eliminazione in Coppa Italia, e prima di una pausa bisettimanale, toccasana per il corpo e la mente di giocatori e addetti al lavoro, meno per i tifosi che vorrebbero vedere la propria squadra giocare sempre.

Napoli – Verona sembra una partita non facile da sbloccare. Sebbene domini per buona parte del primo tempo, il Napoli sembra un po’ troppo lezioso negli ultimi metri, non è preciso sull’ultimo passaggio e il gol non arriva. L’occasione più ghiotta parte dai piedi di Insigne, che serve dall’altro lato Mertens, che centra il palo. La storia continua invariata nella seconda frazione di gioco. Il Napoli prende sempre più possesso del gioco, creando ancora pericoli e colpendo un palo con Insigne, ma si deve attendere il 64’ per il gol che sblocca la partita. Da corner a corner, da corner era iniziata l’avventura del Napoli in questo campionato, proprio con il Verona, e alla stessa maniera inizia questo girone di ritorno. E’ il Napoli metodico di Sarri, che prova e riprova movimenti e schemi, implementandoli, Napoli-Verona-62-esul-koulibalyidentici a se stessi, più e più volte durante le partite. Calcio d’angolo di Mario Rui e Koulibaly incorna più in alto di tutti, anticipando Nicolas in uscita. Bravo il colosso azzurro, a 4 reti in campionato, è il capocannoniere dei difensori della Serie A. Nei 5 migliori campionati europei, condivide la seconda posizione con Otamendi del Manchester City, meglio di loro solo Alonso del Chelsea (fonte Squawka). E’ il sesto gol stagionale secondo i siti di statistica (WhoScored e Squawka), il Napoli ha segnato più di tutte in Serie A. Il Napoli è tra le migliori 3 squadre in campionato dai calci d’angolo, anche per quanto riguarda la percentuale di conversione in gol dei corner calciati. La Juventus guida questa classifica col 5.1%, seguono il Napoli col 4.8% e la Lazio con il 4.6% (vedi anche il pezzo per avere maggiori informazioni e questo link per la statistica completa). Il gol sblocca la partita e arriva anche il secondo, è ancora un gol da Napoli, l’azione che parte da Insigne e viene finalizzata da Callejon. Il Verona si sbilancia e il Napoli trova spazio sulla sinistra con Insigne, il cross questa volta è col sinistro, Insigne cerca e trova Callejon dall’altro lato, oltre i difensori avversari, sul lato debole, dove occhio veronese non arriva. Ma arriva il gol dello spanish sniper Callejon, per lui è il sesto gol stagionale in Serie A, settimo complessivo. Lo spagnolo ritorna al gol dopo 13 partite a digiuno. Si trema per un contropiede ed un’incertezza di Reina, ma la partita termina sul punteggio di 2 – 0.

Roma e Inter perdono ancora punti in questa giornata, mentre la Juventus conquista 3 punti importantissimi con non poche polemiche per due sviste arbitrali, alle quali nemmeno il VAR riesce a porre rimedio. Dal canto suo, nonostante non sia al 100% con tutti i suoi uomini, il Napoli metodico di Sarri mantiene la vetta, ritorna ad essere fresco e dinamico nel suo gioco, e arriva al gol con due sue specialità: i calci d’angolo e il cross di Insigne verso il lato debole. Ora un po’ di riposo, gli azzurri sono già partiti per posti esotici, per godersi il meritato riposo. Un po’ di riposo, ma non troppo, anche per il metodico Sarri, che avrà il tempo per pensare al suo uomo nero, il “fastidioso” Gasperini.

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