Le mie regole per il calciomercato: “piccoli numeri”, San Tommaso, Fellaini, il “presidente chiacchierone”, …

Per non dimenticare!
#ForzaNapoliSempre #SSCNapoli

La mia sul Napoli

Calciomercato: trattative dell'ultimo giorno dall'AtaHotel Executive di MilanoIo odio il calciomercato, ed in particolar modo odio le notizie di calciomercato, è tutto troppo volatile, le notizie servono per riempire gli spazi vuoti, è una “scienza” stocastica (sono ironico nell’uso della parola scienza, non mi vogliate male, e non mi vogliano male i colleghi per l’uso improprio), probabilistica come la meccanica quantistica quando ti predice la probabilità che due particelle interagiscano, probabilistica quanto il principio di Heisenberg, o la felice o devastante fine del gatto di Schrödinger (che non è Michu), casuale come le previsioni del tempo, soggette alla descrizione intrinsecamente statistica e probabilistica delle condizioni atmosferiche. Perdonate i paragoni che per molti possono sembrare fuori luogo, ma volevo, come si dice da queste parti, “spararmi le pose”. Ma messa da parte l’ironia, nelle notizie di calciomercato di verità ce ne è spesso poca, e pochi sono gli esperti di mercato che fanno il loro lavoro sfruttando fonti…

View original post 776 altre parole

Annunci
Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Sarri, quando la polarizzazione ti porta alla dannazione

Sarri_juveSarri è stato un veicolo di nuove idee, “comandante” immortale per qualcuno, ma per quasi tutti un filosofo di un calcio che ha illuminato gli sguardi e i cuori. I ricordi del Napoli che fu sono indelebili, tra triangoli taletiani e la forza del mare in tempesta, lo descrivevo così più di un anno fa. Poi tutto finì, qualcuno incolpò il solito vituperato presidente, altri si scagliarono contro l’ex mister. Io come al solito evitai di dare colpe, voltai pagina, guardai al futuro, accettai Ancelotti e il cambio di regime. Ma qualcuno non lo fece, lo ha rimpianto, si è schierato contro i propri compagni di avventura, ha rimpianto il calcio di Sarri al primo errore di Ancelotti, si è fermato al passato, senza andare avanti. Qualcuno che ha mitizzato Sarri si trova oggi con un bel niente, ghettizzato in una polarizzazione dei concetti e delle idee. Sarri ci ha resi unici e noi lo abbiamo elevato a eroe, come spesso abbiamo fatto anche in passato con altri personaggi della nostra storia. Lo abbiamo reso un Masaniello, passando per Maradona e arrivando ad Higuain, per poi essere delusi da comportamenti che sono di uomini e non di divinità. Qualcuno lo ha elevato al rango di “comandante” di un movimento, continuando nel racconto anche quando era oramai lontano, invece di supportare solo quei soldati che ne avevano un altro di comandante.

Come la mettiamo oggi? Il “comandante” va ad allenare in casa dei “nemici” (sportivamente parlando). E’ tra le fila nemiche, a combattere una guerra che sicuramente vincerà, e che fa crollare un castello di idee, che ora sono proprietà di altri (forse) e non più nostre. Va in un posto dove non avrà sicuramente bisogno di fare la rivoluzione: è finita la rivoluzione Sarrista. Sarri ha polarizzato le masse, lo ha fatto come il cristianesimo con i propri fedeli, spingengoli alle crociate, ha polarizzato come Berlusconi ha fatto con i suoi adepti, oppure come il Salvini de “Prima il Nord”, trasformatosi in “Prima gli Italiani”. La fede polarizza, il Napoli polarizza, Sarri ha polarizzato. E quando polarizzi le masse diventi un riferimento, l’eroe che ti fa sconfiggere i soprusi. In tali circostanze, hai delle responsabilità, che se tradite ti porteranno all’oblio. Ed è probabilmente questa l’immagine di Sarri per molti tifosi napoletani, l’ennesimo traditore di un’idea, che si vende al più forte. Il punto è proprio la polarizzazione, i napoletani lo avrebbero accettato da uno qualunque, da uno che non bacia la maglia (il riferimento ad Higuain è chiaro), da uno che fa soltanto l’allenatore e non si professa tifoso della tua squadra (il riferimento è chiaramente a Sarri). Qualcuno ci dirà che in fondo è un lavoro, ed è proprio vero, siamo degli illusi, pensiamo all’amore, e gli altri ci ricordano che c’è anche la ragione, l’ho fatto spesso anche io. Ma Sarri era passione, la passione che ti dà un bel quadro, un paesaggio, il sole che si specchia sul mare, una giocata del Dio del calcio. E’ la passione dei napoletani che, traditi dalla propria donna, non te la fanno passare liscia. La storia di Sarri ci insegna, ancora una volta, che mitizzare gli essere umani è un comportamento dannato. Gli uomini possono essere dannati. Oggi, agli occhi dei tifosi sarà come trasformare un golfo illuminato dal Sole in un calderone infuocato dal Vesuvio, che si è risvegliato dal suo lungo sonno. Oggi anche i più fedeli si risvegliano.

Anche su Il Mediano Sport.

Pubblicato in Generale | Contrassegnato , , , , , , , , , | 1 commento

Bologna – Napoli (Capitolo 52), come il Napoli della stagione 2018-2019

Bol-Nap-85Con la sconfitta per 3 – 2 di Bologna si chiude questo campionato azzurro. Avrei voluto titolare con “una fotografia del campionato azzurro”, un titolo troppo simile a quello del Capitolo 51 (“la fotografia di un campionato”), sebbene in quell’occasione mi riferissi al campionato delle altre, e non del Napoli. Ho scelto un “come il Napoli della stagione 2018-2019”, perché la partita è il simbolo di questa stagione. Il campo racconta un inizio interessante del Napoli, tocchi da biliardo, bei fraseggi, poi il letargo, e il Napoli va sotto di due gol. Ma nella ripresa si ricorda chi è e riagguanta la partita con Ghoulam (speriamo che ritorni più forte) e Mertens (in ripresa nell’ultima parte di campionato), ma poi ancora un apatico finale, e il gol subito. Il Napoli non si fa nemmeno mancare l’ennesimo legno della stagione (ne hanno contati 27), a sublimare un parallelo simbolico tra questa partita e il resto del campionato azzurro. Qualche conferma, una speranza su Younes, il ritorno di Ghoulam, il piedino di Mertens, ma l’ennesima opaca prestazione di Verdi, mai realmente da Napoli in questa stagione. La sconfitta conta poco per il campionato, ma peccato perché il Napoli si ferma a 79 punti, dopo una seconda parte di stagione altalenante e molte delusioni. Ma questa sconfitta può dare i giusti spunti per ripartire. E’ una sconfitta che non fa soffrire, ma può essere tanto utile, perché simbolo di questa stagione. Come il Napoli della stagione 2018-2019, come un Napoli che ha mostrato tante potenzialità, ma che spesso ha palesato tanti limiti, proprio come uno studente intelligente che può fare tanto e non si impegna. E’ finalmente finito questo finale di stagione (e non mi scuso per il bombardamento di “finali”), ora è il momento del riposo, per raccogliere le energie e pensare al futuro.

Anche su Il Mediano Sport.

Pubblicato in La Partita | Contrassegnato , , , , , , , | Lascia un commento

Napoli – Inter (Capitolo 51), la fotografia di un campionato

Nap-Int-131L’Inter deve vincere per blindare il posto Champions, e invece, sembra che non sia proprio scesa dal pullman. Dal canto suo il Napoli è sereno, non ha preoccupazioni, gioca tranquillo e fluido, fa il suo gioco, senza temere nulla e nessuno, lo avremmo voluto vedere sempre così. Il Napoli non ha grossi problemi a vincere con i nerazzurri. Sblocca da fuori con un bolide di Zielinski nel primo tempo. Chiude i giochi nel secondo tempo, con un colpo di testa di Mertens trovato da Callejon, che lo vede partire da casa sua, e una doppietta di Fabian, una delle più belle sorprese di questo campionato. E ci mette la testa Koulibaly, “laureatosi” miglior difensore della Serie A, proteggendo la sua porta, e il terzo portiere Karnezis, che dice: “ci sono anche io”. Dopo il poker, arriva una misera consolazione per i milanesi, un rigore di Icardi accorcia il risultato. Questa partita è la fotografia di un campionato, o comunque di una parte di campionato. Ed in effetti ci racconta una parte della storia di questo campionato. E’ una partita nella quale c’è chi si gioca tutto e non scende proprio in campo, l’Inter è quasi uno sparring partner, non impensierisce mai gli azzurri. Il Napoli ha passeggiato per mesi, con passi falsi e errori di percorso, e quelli che inseguivano erano lì, immobili. Il Napoli dimostra, seppur in condizioni di scarsa competitività degli avversari di domenica scorsa, di essere la seconda forza del campionato. E non solo perché lo dice la classifica, lo dice anche la pochezza delle altre pretendenti e l’effettiva forza degli azzurri. E’ l’ultima al San Paolo, ci vediamo tra qualche mese, e ci aspetta tanto lavoro, per scattare una nuova fotografia, sperando che vi siano solo sorrisi.

Anche su Il Mediano Sport.

 

Pubblicato in La Partita | Contrassegnato , , , , , , , , | 1 commento

Spal – Napoli (Capitolo 50), un canovaccio vecchio con un attore nuovo

Spa-Nap-25Spal e Napoli non hanno più nulla da chiedere a questo campionato, i primi sono salvi e i secondi sono secondi. Eppure la partita la giocano, per la soddisfazione di vincerla, o semplicemente per continuare a provare se stessi. Il Napoli non è bello, e non è una novità, ma produce, produce possesso palla, ma il solito inutile possesso palla, che non porta a nulla, c’è la solita imprecisione, e il primo tempo finisce a reti inviolate. Il primo tempo è moscio, si può fare di più. E’ un canovaccio vecchio, non si vede il peggior primo tempo del Napoli, ma la scarsa vena realizzativa sì. Ma il Napoli è superiore e il gol che sblocca la partita non tarda ad arrivare. Insigne entra nel corpo di Allan, che trova, dall’interno dell’area, l’angolino alto.  Ma è un canovaccio vecchio, e il Napoli si addormenta, concede troppo soprattutto nell’ultimo quarto d’ora, la Spal non demorde e si fa avanti. Luperto è maldestro e stende Floccari, sul dischetto va Petagna e la butta dentro. Meret indovina l’angolo, ma la devia soltanto. La partita sembra finita, ma viene riaccesa da chi ti aspetti e chi non ti aspetti. Ti aspetti Meret, il portiere, un portiere vero, che non si tira indietro e mantiene la porta inviolata, poi chi non ti aspetti, sbeffeggiato, insultato, ritenuto il colpevole di tutti i mali azzurri.  Chiama la triangolazione a Callejon, sulla sinistra, riprende la palla e scassa la porta con un missile terra-aria. Il Napoli vince, e per questa  volta dobbiamo dire, grazie a Mario Rui. Spal – Napoli, una partita con un canovaccio vecchio con un attore nuovo, grazie Mario Rui.

Anche su Il Mediano Sport.

Pubblicato in La Partita | Contrassegnato , , , , , , , | Lascia un commento