Napoli – Chievo 2 – 0, la gabbia clivense non basta per fermare questo Napoli imbattibile – Tattica, statistiche e video

snap_nap_chievoA 3 giorni dal pareggio sofferto in casa del Genoa, al San Paolo si presenta un altro avversario in palla, è il Chievo di Maran, che in classifica tallona le migliori del campionato. La partita sarà meno impegnativa, Maran tenta di ingabbiare il centrocampo azzurro, ma rinuncia a marcature sistematiche e in massa, che con il Genoa di Juric, avevano messo in difficoltà la manovra azzurra. Il Napoli conquista i 3 punti, la gabbia clivense non basta per fermare questo Napoli imbattibile. Per un riassunto della partita, leggete il pezzo del dopo partita.

La gabbia tentata dal Chievo. Maran schiera i suoi con un 4312 con i 2 attaccanti stretti in fase passiva, e Birsa, il trequartista, è attaccato come un segugio al fulcro del gioco azzurro, Jorginho. Rinunciando agli scontri uno contro uno, il Chievo cerca di ingabbiare e limitare la manovra azzurra, creando un poligono esagonale composto dai 3 attaccanti e i 3 centrocampisti. Potete vedere la fase difensiva clivense nel video seguente, da notare come la mezzala del Chievo sia costretta a salire per bloccare il terzino azzurro.

La fase difensiva azzurra inizia dalle punte. Dal canto suo, il Napoli fa il suo gioco, con il suo solito 433 in fase attiva. Il suo modulo si trasforma in un 442 nella prima parte della fase passiva, quando la palla è tra i piedi dei difensori clivensi. In questa fase, la pressione viene portata da Gabbiadini e Insigne, ma in un secondo momento, quando la pressione alta non è più necessaria, Insigne torna a fare il centrocampista esterno e il Napoli si predispone col solito 451. Vediamo queste fasi nel video seguente, dove possiamo notare anche il sacrificio del Napoli in fase di copertura. Infatti, in una situazione di possibile inferiorità numerica gli azzurri tornano a dar manforte ai loro difensori, e c’è un istante nel quale si vedono 6 azzurri in linea a difendere la porta Reina.

Gabbiadini esce dalla gabbia. Questa volta, il Napoli è deciso e riesce a procurarsi gli spazi giusti per perforare la porta avversaria. Il primo gol nasce da una corretta pressione in fase offensiva degli avanti azzurri (Callejon, Zielinski e Gabbiadini), il rilancio è preda del Napoli. Albiol e Jorginho fanno ripartire l’azione, e poi la palla arriva ad Hamsik. Lo slovacco vede nello spazio il puntuale Callejon, lo spanish sniper. Lo spagnolo, invece di andare verso la porta, la ridà indietro a Gabbiadini, che ha già pianificato tutto nella sua mente. Ha visto la porta, si allarga il pallone con un tocco delizioso, e sgancia un siluro preciso e potente verso l’angolo opposto della porta di Sorrentino. Gabbiadini esce dalla gabbia nella quale si era rintanato.

Hamsik e i 100. Il secondo gol parte dalla sinistra. Jorginho serve Insigne, che vede Hamsik tra gli spazi, grazie alla delicatezza del suo piede. Lo slovacco scaglia una bomba verso Sorrentino. Non è immune da colpe il portiere clivense. 100 gol per lui nel Napoli, quinto nella classifica di tutti i tempi.

Le statistiche e i tentativi sul filo del fuorigioco. Le due squadre si divideranno il possesso palla, il Napoli tiene il pallino del gioco per il 53% del tempo, una percentuale atipica per la squadra di Sarri. Sono 13 contro 7 i tiri in porta. Il Napoli centra la porta in 5 occasioni, 2 sono le volte che il Chievo centra la porta. La precisione nei passaggi è dell’87%, 85% è la percentuale del Chievo. Bene anche nei duelli aerei, il Napoli ne vince il 61%. Nella seconda frazione del tempo, il Chievo prova a cogliere in fallo la linea difensiva napoletana, cercando più volte il lancio lungo per il subentrante Floro Flores. In un’occasione serve la bravura di Reina e Koulibaly per fermarlo.

Il Napoli ritorna a vincere dopo un turno di stop, e prosegue lungo la strada dell’imbattibilità. Imbattibile in casa da 22 partite, imbattuto in questa stagione in campionato e in Champions League. Mercoledì è il turno del Benfica, i tifosi vogliono che questa imbattibilità continui.

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Napoli – Chievo 2 – 0, la rabbia e la felicità, i 100 e l’imbattibilità che sembra normalità

gabbiadiniLa settimana era iniziata con la difficile battaglia sul campo del Genoa, il pareggio, e il botta e risposta tra Sarri e de Laurentiis, che manifesatavano una diversità di vedute sul rapporto da assumere con gli arbitri. Questo apparente contrasto tra dirigenza e guida tecnica ha alimentato discussioni, che hanno tenuto banco sui social e nelle televisioni. Lo stesso risultato, apparentemente striminzito, ha visto contrapporsi quelli del bicchiere mezzo pieno e quelli del bicchiere mezzo vuoto, quelli che ci hanno visto un punto guadagnato o quelli per i quali bisognava assolutamente vincere a Genova. Eppure, ad una attenta analisi di quanto successo a  Marassi (tenendo a mente gli errori arbitrali), il punto è sembrato, per chi vi scrive, un punto guadagnato. E’ stato un buon risultato perché ottenuto contro una squadra che ha saputo mettere in difficoltà gli azzurri, come poche altre. Ma da queste parti basta poco per passare dalle stelle alle stalle. E quindi bisognava ritornare alla vittoria e dimenticare questi malumori.

E quindi Sarri e i suoi affrontano il Chievo di Maran al San Paolo. Rispetto al Genoa, il Chievo non applica le marcature a uomo e sembra meno in palla della squadra di Juric. Maran chiude le vie centrali con il suo 433, con i 3 attaccanti stretti in fase passiva, Jorginho inseguito da Birsa, le mezzali in pressione sui terzini azzurri in uscita. Ma questa serata al San Paolo è altra storia. Mettere uno sgambetto agli azzurri in casa è ardua impresa. Il Napoli concentra le sue azioni per le vie laterali, e cerca e trova gli spazi giusti per arrivare al gol. Gli spazi ci sono, il Chievo non è imperforabile. Il Napoli va a segno nel primo tempo con Gabbiadini prima e poi con Hamsik. Gabbiadini si sblocca, il leone esce dalla gabbia in cui si era rintanato. Hamsik serve il puntuale spanish sniper Callejon in profondità. Lo spagnolo la dà indietro per Gabbiadini, che fa partire una sassata potente e precisa nell’angolo opposto. L’azzurro esulta come non aveva mai fatto. Rabbia e felicità. Finalmente la rabbia, finalmente la felicità. E’ questa la grinta che vogliamo. E’ questo il Manolo che vogliamo. E’ questo l’attaccante che sa fare l’attaccante, l’attaccante dal mancino d’oro. Il secondo gol è opera di Hamsik, il Napoli verticalizza ancora, e lo fa a tappe. Jorginho per Insigne, che vede Hamsik libero negli spazi. La botta dello slovacco e Sorrentino non sembra immune da colpe. Sono 100 i gol di Hamsik nel Napoli (considerando tutte le competizioni), è quinto nella classifica azzurra di tutti i tempi. Cavani è a quota 104 e Maradona a 115, ma dove vuoi arrivare Marek? Le due squadre si alternano nel palleggio, il Napoli vive i suoi soliti 10 minuti di appannamento di gioco, all’inizio del secondo tempo. L’episodio più pericoloso per la retroguardia del Napoli vede protagonista il subentrante Floro Flores. L’ex Napoli, servito sul filo del fuorigioco, per un pelo non la mette dentro, salvano Reina e Koulibaly. Ma il Napoli è bravo a lasciare il risultato invariato. Sarri gestisce i cambi alla solita maniera, e probabilmente non c’è l’occasione per mettere i nuovi in campo, che avranno presto spazio e tempo per mettersi in mostra. A fine partita Sarri fornisce dei chiarimenti sulle dichiarazioni del dopo Genoa – Napoli, e anticipa che presto il numero di giocatori schierati passerà da 18 a 22.

Il Napoli è imbattuto in questa stagione, 4 vittorie e 2 pareggi in campionato e 1 vittoria in Champions League. Imbattuta tra le mura amiche nella scorsa stagione, la squadra di Sarri continua la sua corsa, sono 22 le partite consecutive di campionato che il Napoli non perde in casa, da 9 partite vince. Ma questa imbattibilità, questo Napoli, i record della passata stagione, i risultati di questa squadra, già con Mazzarri, poi con Benitez e ora con Sarri, sembrano normalità. Ma normalità non sono, lo raccontano i 90 anni di questa squadra, che rallegra i propri tifosi come è stata capace di fare in pochi momenti nella propria storia. Intanto, il Napoli attende il Benfica al San Paolo, per giocare la terza Champions League della sua storia.

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Genoa – Napoli 0 – 0, bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?

snapshot_video_gen-napGenoa – Napoli finisce a reti inviolate, il Napoli porta a casa un punto dopo una partita difficilissima su un campo ostico. Il Genoa cerca di imbrigliare il gioco azzurro, l’unico modo per avere la meglio sulla squadra di Sarri. Hamsik e compagni non sono abbastanza bravi e cinici per sfruttare le occasioni che il Genoa concede loro. E’ una partita con tanti spunti, e dichiarazioni e comunicati post-partita che accendono le polemiche. Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Capiamone di più.

Il bicchiere mezzo pieno delle statistiche di gioco. Se si guardano i tabellini, le statistiche (estratte da WhoScored) sono confortanti. Il Napoli domina come è suo solito nel possesso palla, tiene il pallino del gioco per il 63% del tempo. La precisione nei passaggi è dell’85%, il Napoli non è ai suoi livelli, ma è comunque una percentuale migliore di quella degli avversari, 72%. La maggiore qualità azzurra si evince nel numero di dribbling, 15 verso i 9 degli avversari. C’è un leggero vantaggio rossoblu nei duelli aerei vinti, con il Napoli che ha la meglio il 46% delle volte. La media dei tiri è notevole, 14 di cui 3 nello specchio della porta, ma il Genoa fa altrettanto bene,  12 con 5 nello specchio della porta. Quindi, le statistiche indicano che il Napoli non ha fatto molto peggio dei suoi standard usuali. E quando è riuscito a praticare il suo gioco, in velocità, partendo in scioltezza dalla difesa, è riuscito ad arrivare nei pressi della porta, con gli spazi e i tempi giusti.

Il bicchiere mezzo vuoto del Napoli o troppo pieno del Genoa? Nei tiri in porta si evince quanto visto in campo, e cioè una partita più equilibrata di quanto faccia pensare il possesso palla, totalmente a favore del Napoli. Gli avversari sono messi in maniera perfetta in campo, Juric è l’arterfice di una partita molto interessante dal punto di vista tattico. Il suo scopo è quello di spezzare il gioco avversario, con marcature a uomo. Uomo contro uomo, un approccio che farebbe felice Nereo Rocco e il suo catenaccio. Ma i rossoblu sono comunque disposti a proporsi in avanti, impensierendo la difesa azzurra in più occasioni, soprattutto nella ripresa. I demeriti di una squadra iniziano dove finiscono i meriti dell’altra. E quindi va dato merito al Genoa per aver giocato una partita eccezionale. Juric conosce i punti deboli del Napoli e instrada i suoi lungo la via della distruzione della manovra avversaria, anche con un atteggiamento duro negli scontri di gioco. Juric ha sistematicamente cercato di bloccare il centrocampo azzurro, liberando i 3 centrocampisti come dei segugi in cerca di Jorginho, Hamsik e Allan (vedi il video seguente).

Questa pressione sul centrocampo azzurro ha costretto il Napoli a ripartire dalla difesa (più del solito). Non sempre Koulibaly e compagni sono riusciti a servire centrocampisti ed attaccanti nel migliore dei modi. Sono molti gli errori in fase di costruzione, con palle forzate e passaggi imprecisi per la pressione avversaria continua e imperterrita, che si è protratta, con mio enorme stupore, per tutti i 90 minuti della partita. C’è da chiedersi quante altre volte il Genoa di Juric sarà capace di partite simili e così tirate. Ecco alcuni errori in fase di costruzione.

Il bicchiere mezzo vuoto della mentalità e della concentrazione. Forse tutto il Napoli avrebbe potuto fare di più, e tutta la squadra non ha mostrato tutta la mentalità e la concentrazione per farlo. Vincere la partita contro questo Genoa avrebbe consacrato ancora di più il Napoli come reale e unica antagonista della Juventus. Gli azzurri sono stati molto spesso imprecisi in avanti e troppo egoisti in alcuni frangenti. Nonostante le buone intenzioni, movimenti giusti in fase di costruzione, idee che rispecchiano il gioco di Sarri, sono arrivati alla conclusione nel peggiore dei modi. E Mertens e Insigne (subentrato al compagno nella ripresa) sembravano due turisti per caso! Tanti errori, soprattutto partiti dai piedi di Mertens, e nel secondo tempo Insigne si divora un gol praticamente fatto. Ecco una carrellata delle palle sparate alte e delle decisioni sbagliate in fase di conclusione.

Il bicchiere mezzo pieno del portiere che “si toglie gli schiaffi dalla faccia”. Merito del punto è anche, e forse soprattutto, di Pepe Reina. Il portiere azzurro è sotto l’occhio della critica per qualche intervento non sempre eccepibile. Infatti, nella scorsa partita aveva regalato un gol che avrebbe potuto riaprire la partita con il Bologna. Con il Genoa è lui che salva il Napoli in più occasioni, parando tiri ravvicinati o saltando per prendere una palla che cade a palombella. Qui un video di una delle sue prodezze.

Il bicchiere mezzo vuoto della comunicazione azzurra. Il Napoli ci mette del suo per confondere le idee di media e tifosi. Sarri recrimina per i rigori quasi stellari che Damato non assegna agli azzurri, ma dichiara che queste polemiche dovrebbero essere portate avanti da qualcuno della società, che evidentemente manca. Dal canto suo il presidente, attraverso un comunicato sul sito ufficiale della società, dichiara che gli errori arbitrali vanno accettati. Ne ha parlato in maniera più dettagliata Massimiliano Gallo su Il Napolista (leggi qui). E qui a me sembra che ci sia da parte di entrambi l’errore. Il primo avrebbe potuto evitare di alimentare polemiche in un momento in cui non ne avevamo proprio bisogno, il secondo con il suo “Le decisioni degli arbitri, nel bene e nel male, vanno rispettate” assume una posizione che si oppone al suo allenatore, che cozza con quanto fatto dallo stesso presidente in passato. E questo cozza contro gli interessi dei tifosi, che forse avrebbero bisogno di più supporto in situazioni delicate come questa. Non si capisce se ci sia o meno uno scontro interno, i tifosi devono sperare che ci sia serenità in casa azzurra. Resta il fatto che a questa società manca una figura dirigenziale, alla Galliani per fare un esempio, che possa mostrarsi davanti alle telecamere in queste situazioni. Ma questa è storia nota.

E voi, come avete giudicato Genoa – Napoli? Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?

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Napoli – Bologna 3 – 1, l’azione già vista e la polivalenza del giovane campione – Tattica, statistiche e video

snap_video_gol_callejon_bolognaIl Napoli vince e convince con il Bologna, sono 3 le reti che gli azzurri rifilano agli uomini di Donadoni, nonostante alcuni minuti di pausa, che questo Napoli non riesce proprio ad evitare. Nel bene e nel male è stata una partita di déjà vu, li potete leggere qui. E’ iniziato un periodo intenso, con più impegni nel giro di pochi giorni e il mister adotta un modesto turnover. Vanno in campo l’esordiente Strinic, il quasi titolare Zielinski e Sarri opta per Insigne e Gabbiadini in avanti. Il possesso palla azzurro è del 61%, il Napoli tira in porta 21 volte, controi 9 tiri del Bologna.  Il Napoli riesce a centrare la porta 10 volte, solo 3 i tiri in porta del Bologna. Il successo nei passaggi è del 91%, contro l’80% del Bologna, e bene anche negli scontri aerei, 64% dei duelli vinti. Le 2 squadre prediligono gli attacchi sulla sinistra, molto di più il Bologna, dal lato dove sembra poter impensierire gli azzurri, anche se alla fine la partita sarà guidata dal Napoli, che lascerà poco agli ospiti, soltanto le briciole.

I momenti di Insigne e Gabbiadini. Per motivi diversi è interessante analizzare il primo tempo di Gabbiadini e Insigne. Gabbiadini è un pesce fuor d’acqua, non si intende con i compagni, viene servito poco e male e fa i movimenti sbagliati. Avrà anche un battibecco con Insigne, e non lo saluterà durante la sostituzione. Per fortuna, il San Paolo capisce il momento del giocatore azzurro e dimostrerà di essere con lui. I tifosi lo applaudono e il ragazzo apprezzerà ricambiando con un applauso, già dal campo, e ringrazierà con un messaggio sui social. Ma in questo momento Gabbiadini è un problema, il campione azzurro deve trovare il giusto posto in questa squadra e deve ritrovare i movimenti e i gol dell’attaccante. E’ una storia diversa quella di Insigne. E’ in palla, arriva spesso alla conclusione, ma è troppo egoista. E’ rigenerato dopo le prime uscite di questa stagione. E’ ancora determinante. Quel posto sulla sinistra dell’attacco è anche suo. Ecco un video di alcuni suoi momenti del primo tempo.

L’azione già vista. E’ merito suo anche il primo gol azzurro. La solita azione, vista e rivista, il movimento di Insigne e lo scatto verso l’area di Callejon, il cross dall’altro lato, e la testa di Callejon, è gol, è 1-0. L’azione preferita dai 2, il cross del napoletano e l’inserimento e la precisione nella finalizzazione per lo spanish sniper, l’hitman azzurro. Per il Napoli questo è il quinto gol di testa, in un totale di 5 partite giocate, statistica inusuale per gli azzurri, che non hanno mai primeggiato in questo fondamentale. Ecco il video del gol.

Il blackout già visto e la papera. Ma il Napoli vive dei momenti di blackout. Ed infatti, inizia il secondo tempo molle, come già successo in altre occasioni e arriva il gol. Verdi scaglia un bel tiro dalla distanza, per Reina dovrebbe essere un compito facile, e invece il portiere azzurro la fa grossa, non vede la palla. E’ gol, è il pareggio, partita rimessa in gioco. E’ stato quasi come aver visto il Rafael di Palermo – Napoli dell’ultima stagione di Benitez (leggi di più nell’ultimo pezzo: Napoli – Bologna 3 – 1, una notte di déjà vu).

La polivalenza del giovane campione: il tocco di fino. Arrivano in cambi, prima Milik per Gabbiadini. Il Napoli si trasforma ancor prima che il giocatore metta piede in campo. E arriverà anche l’ingresso di Ghoulam per Strinic. E’ questioni di minuti, perché il Napoli è ritornato se stesso, ha ripreso le redini del gioco. Arriva il gol manovrato, ma il Napoli non ci arriva col Tiki Taka, lo farà verticalizzando. Si parte dalla difesa, Koulibaly ha la palla, Milik gli va incontro per concedergli una linea di passaggio, ma il senegalese preferisce darla sulla sinistra ad Hamsik. Appena vede il passaggio al compagno, Milik scatta in avanti. Hamsik gli regala un assist che aggira la difesa avversaria. Poi tocca al polacco il prezioso finale, un pallonetto delizioso, è gol. Milik va ad esultare sotto la curva. Il nuovo acquisto è pienamente negli schemi e crede in quello che fa, e poi dimostra di avere non solo la dote aerea, ma anche il tocco di fino. Un gol che ricorda anche il passato recente, che ha riguardato Higuain.

La chicca tattica in mezzo al campo. Dopo qualche minuto c’è la chicca tattica della partita. Entra un giocatore che ti aspetti possa entrare, Allan, ma esce chi non ti aspetti, Jorginho. E Hamsik viene schierato da metodista, al posto dell’italo-brasiliano. Il cambio è atipico, è storico, testimonia come questo Napoli possa fare ancora molto di inaspettato, di nuovo, di sperimentale. E Hamsik non sfigura lì al centro. Ma d’altronde, da mezzala è una sorta di regista aggiunto, che spesso si trova con il pallone tra i piedi, per aiutare il suo compagno di reparto nella gestione del gioco.

La polivalenza del giovane campione: il tiro di potenza. Dopo poco arriva il terzo gol, è Milik che decide di fare tutto da sé, di far impazzire il San Paolo, prende palla da fuori area e scaglia un bolide di sinistro che perfora le mani del portiere bolognese, mi ha ricordato il gol col Palermo di Higuain della passata stagione. Che gol, che giocatore, è da poco a Napoli e ha già mostrato di essere un gran colpitore di testa e un giocatore che può giocare di fino e di potenza.

Per il polacco sono 4 reti in campionato, Callejon è a 5. Il Napoli è pronto, non ha dimenticato il suo gioco, lo ha adattato alle caratteristiche del suo attaccante, quando serve sfruttare le sue doti aeree. Ora serve continuare a gestire le forze. La Juventus viene fermata da un’Inter rinata dopo gli sganassoni europei. Il Napoli è l’unica squadra imbattuta. E gli azzurri sono primi in classifica, in solitaria. I tifosi azzurri possono e devono giovarsene, ma questi primati significano veramente poco, hanno validità solo statistica, dopo sole 4 partite. Ma danno fiducia per il futuro. E ora testa al Genoa, e poi ancora al San Paolo, con il Chievo.

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Napoli – Bologna 3 – 1, una notte di déjà vu

milik_bologna_esultanzaE’ il turno del Bologna di Donadoni, uno degli impegni ravvicinati del Napoli di mister Sarri. Dopo la Champions League e prima della trasferta di Genoa e della partita in casa con il Chievo. Sarri non può che scegliere il turnover, opta per un modesto turnover. In campo Strinic per Ghoulam, Zielinski per Allan e davanti Insigne e Gabbiadini per Mertens e Milik. Sarà una notte di déjà vu, quindi come finirà? Come il 6 a 0 di Napoli – Bologna o come la sconfitta per 3 a 2 di Bologna – Napoli?

Il Napoli prende il possesso della partita quasi subito, ma non è sempre preciso, per qualche errore a centrocampo. Gli azzurri e Gabbiadini sembrano non capirsi. I compagni non vedranno quasi mai l’attaccante centrale, e quando lo serviranno, Gabbiadini farà i movimenti sbagliati. Invece, sarà un buon primo tempo di Lorenzo Insigne, che arriverà alla conclusione in più occasioni, sarà egoista in alcuni frangenti, troppo. Avrà anche uno scambio di opinioni con Gabbiadini, che non ricambierà il saluto al momento della sostituzione.

Il déjà vu di Palermo – Napoli 0 – 3 (2016-17). Ma Insigne è in giornata, è lui che sblocca la partita, in cooperativa col cecchino azzurro spagnolo, lo spanish sniper Callejon. Dalla solita posizione, la fascia sinistra, come contro il Palermo (1, 2) alla terza giornata di questo campionato, Lorenzo chiama e Josè risponde. Botta e risposta, il cross e la puntualità, Insigne crossa e dall’altro lato si fa trovare pronto lo spagnolo per colpirla di testa. Sì di testa, questo Napoli ha preso il vizio del gol di testa, 5 reti nelle 5 partite giocate.

Il déjà vu di Palermo – Napoli 3 – 1 (2014-15) e Napoli – Chievo 3 – 1 (2015-16). Il Napoli non riesce a chiudere la partita, che si trascinerà nell’indecisione fino alla metà del secondo tempo. Il Napoli riparte molle. Dà spazio agli avversari, che hanno l’opportunità di un innocuo tiro dalla distanza, con Verdi, che inspiegabilmente trafigge Reina. Sembra il Rafael incerto della papera di Palermo dell’ultimo Benitez. Sembra il Reina incerto di Napoli – Chievo 3 – 1 della passata stagione. Differente questo errore, ma li ricorda. Il portiere azzurro, che si era comportato egregiamente fino a quel momento, non vede il tiro del bolognese, grave errore, 1 – 1.

Il déjà vu di Napoli – Sampdoria 2 – 2 (2015-16). Il Napoli non va, Gabbiadini sembra un pesce fuor d’acqua, gli azzurri sembrano spenti. Sarri deve fare qualche cosa, ed ecco che entra Milik, al posto di Gabbiadini. Inspiegabilmente, appena il polacco poggia il piede all’interno del prato verde la partita cambia, gli azzurri sembrano ritrovare se stessi. Non voglio pensare che gli azzurri avessero voluto boicottare consciamente o inconsciamente Gabbiadini, è la sensazione che molti hanno recepito dagli spalti. Spero che sia stato solo un caso. Il Napoli pressa, sembra essersi destato dal sonno, è ritornato se stesso e vuole vincere. Entra anche Ghoulam per Strinic. E finalmente arriva il gol. Hamsik è defilato sulla sinistra, forse pensa che lì davanti ci sia Higuain, lo lancia in profondità con un assist puntuale. Il compagno si infila e con uno pallonetto delizioso e di giustezza beffa Costa, il portiere bolognese. Lo stadio esplode, il giocatore corre verso la curva, ma il cognome  che Decibel Bellini urla non è quello di Higuain, il suo ha solo 2 sillabe, è un polacco di belle speranze, il suo nome è Arkadiusz, per gli amici Arek, è Arkadiusz Milik. I ricordi tornano ad altri tocchi deliziosi, proprio come lo scavetto del Pipita di Napoli – Sampdoria della scorsa stagione.

Il déjà vu di Napoli – Palermo 2 – 0 (2015-16) e Chievo – Napoli 0 – 1 (2015-16). Il Napoli può ancora andare a segno, fa circolare la palla e il Bologna è annichilito. Sarri si permette anche un cambio storico, un cambio mai visto. Entra chi ti aspetti, ed esce chi non ti aspetti. Entra Allan per un Jorginho non al massimo. E Sarri sistema Hamsik da metodista. E ritorna il passato, con la faccia del presente, ancora un déjà vu, ancora Milik e Higuain i protagonisti. Il polacco vuole dimostrare di non essere solo bravo con la testa, di non essere bravo soltanto di fino, ma vuole mostrare di avere la potenza per perforare le mani del portiere. Prende palla e scaglia un bolide di sinistro da fuori area, sembra il bolide di Higuain in Napoli – Palermo della passata stagione. La palla è imprendibile e perfora le mani del portiere avversario, con la stessa potenza del gol di Higuain di Chievo – Napoli, sempre della passata stagione.

Abbiamo scoperto un grande giocatore, un giovane polacco che è arrivato a Napoli per far dimenticare il passato recente azzurro. Il suo nome è Arek, segna di testa, di fino e di potenza. Sta facendo cose egregie, non fa rimpiangere il Pipita Higuain e si avvantaggia del gioco scientifico del Napoli e delle perle dei suoi compagni. Il ragazzo merita gli applausi, merita i complimenti per quanto sta facendo. E’ ammessa la lode e ammesso è il paragone delle sue gesta con quelle di un campione recente, ma il ragazzo non è Higuain, è un giovane di belle speranze, che già ha ingranato, ma ha ancora tanta strada da percorrere. Il Napoli, dal canto suo, quando vuole, sa giocare il suo calcio, ma lascia spesso sorpresi per momenti di buio, proprio come quelli del Napoli di Benitez. Ancora déjà vu azzurri. Preoccupa la situazione di Gabbiadini, e peccato per Reina, che si rende protagonista di un grave errore, che avrebbe potuto compromettere l’incontro. Ora bisogna resettare tutto e pensare al Genoa, sperando che i déjà vu siano quelli buoni. Meglio il déjà vu di Napoli – Genoa 3 – 1, che quello di Genoa – Napoli 0 – 0.

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